F1 | Le vecchie glorie: Toleman TG184

La scuderia inglese fondata da Ted Toleman nel 1977, era entrata in Formula 1 nel 1981, forte della sua esperienza e del suo passato nelle formule minori, nelle quali dopo un inizio con telai March e Ralt, decise di passare alla costruzione in proprio sotto la progettazione di Rory Byrne. Per la verità, gli esordi nella massima categoria del motorsport non furono promettenti, la TG181 infatti si guadagnò il ben poco lusinghiero soprannome di “Flying Pig” (maiale volante), a causa del peso eccessivo e dal modesto motore Hart.

Le idee in seno alla scuderia erano chiare e, grazie al contributo di piloti di livello come Dereck Warwick, i risultati non tardarono ad arrivare e l’esperienza acquisita a cavallo del 1982 e del 1983 consentì di realizzare una vettura decisamente più performante, affidata al debuttante Ayrton Senna e all’ex campione di motociclismo Johnny Cecotto.

Rory Byrne

La TG184 progettata da Rory Byrne e Pat Symonds è l’evoluzione della TG83B, con la quale la scuderia britannica corse i primi quattro appuntamenti del campionato di Formula 1 del 1984. Nonostante un budget ridotto rispetto alla stagione precedente, la progettazione della vettura costituiva una decisa inversione di tendenza rispetto al modello precedente: il telaio monoscocca in fibra di carbonio era stato costruito per ospitare il propulsore Hart 415T progettato da Brian Hart che, con l’adozione delle turbine Holset (le stesse utilizzate dalla Iveco), riuscì a risolvere gran parte dei problemi di performance causate dalle turbine KKK prima e Garrett dopo. La cilindrata era di 1459 cc come prevedeva il regolamento, con un rapporto di compressione di 6,7:1 e una potenza che, al massimo dello sviluppo, era di poco superiore agli 800 cavalli, grazie anche ad un sistema di alimentazione elettronico progettato dalla Magneti Marelli. Per evitare problemi di affidabilità, l’intero sistema di raffreddamento a liquido venne riprogettato e spostato dalla parte anteriore alle pance laterali. Il cambio era un Hewland a cinque marce, mentre la cinematica delle sospensioni era costituita da ammortizzatori a molle elicoidali in configurazione pull-rod. L’aerodinamica era particolarmente interessante, con il doppio alettone posteriore che ne costituiva la caratteristica peculiare.

La macchina gommata Michelin a causa della rottura con Pirelli la stagione precedente, debuttò al gran premio di Francia con un desolante doppio ritiro a causa del cedimento della turbina, ma si rivelò successivamente promettente e competitiva. Ayrton Senna arrivò secondo a Montecarlo sotto il diluvio, in quello che a detta di tutti fu il gran premio della svolta per la sua carriera e terzo al gran premio di Gran Bretagna che, tuttavia, pose fine alla carriera del compagno di squadra in seguito a fratture plurime alle gambe. La vettura ottenne un altro podio con Ayrton Senna, nel gran premio del Portogallo. Dati alla mano i risultati della TG83B sarebbero potuti essere ancora migliori, se la scuderia non avesse deciso di sospendere Senna al gran premio d’Italia, reo di aver firmato con la Lotus per l’anno successivo senza aver prima informato i vertici Toleman. Stefan Johansson chiuse comunque quarto a Monza, dimostrando ancora una volta la bontà del pacchetto a disposizione. La Tg184 chiuse la stagione con 16 punti costruttori che le valsero il settimo posto in classifica generale.

La storia della Toleman si chiude essenzialmente qui. Michelin annuncia a sorpresa il ritiro dalle corse nel 1985 e la squadra non riesce a trovare un fornitore di gomme: Good Year non aveva previsto a budget la fornitura ad un’ulteriore scuderia e Pirelli, scaricata l’anno prima in favore del gommista transalpino, non ne volle sapere. A maggio del 1985, dalle ceneri della Toleman nacque la Benetton Formula. Il resto, è storia.


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Fabrizio Bianchini

Da sempre appassionato di motorsport, specialmente del motorsport "old style" fatto di pazzia, romanticismo e odore di gomma bruciata.