F1 | Alesi e il “gran rifiuto” alla Williams: solo amore per la Ferrari?

Jean Alesi è stato notoriamente l’oggetto del desiderio di Frank Williams, che lo voleva nella sua scuderia all’inizio del 1991, ma come è noto si è trattato di un affare che è sfumato con il francesino di Avignone che ha preso la via di Maranello. Una semplice scelta di cuore? Forse.

Le tesi su quella misteriosa rottura e su quel regalo fatto a Didcot, dov’è arrivata nientemeno che una Ferrari 641 guidata da Alain Prost, hanno fatto il giro del mondo, ma nessuno aveva mai capito il motivo di quella scelta tanto scellerata quanto fantastica, visto che la Ferrari avrebbe attraversato probabilmente la stagione peggiore della sua storia.

Il motivo c’era, eccome. Ed è stato decisivo nello spostare le trattative da Didcot a Maranello. Si tratta di un patto d’opzione inserito nel pre-contratto che Alesi aveva già firmato con la Williams per le stagioni che sarebbero andate dal 1991 al 1993 e che avrebbero avuto come condizione quella che, nonostante l’annuncio non fosse stato fatto al GP di Francia (come accadeva da tradizione, visto che la Williams era il team ufficiale della Renault), Jean sarebbe rimasto opzionato dal team di Didcot fino al GP del Belgio in attesa dell’annuncio, condizionando così le trattative con altri team, tra cui proprio la Ferrari. La cosa insospettì i legali del pilota francese, che non furono convinti delle modalità della trattativa.

In tutta questa vicenda hanno giocato vari fattori, primo tra tutti la trattativa segreta che Frank Williams instaurò con Senna, che venne tenuta nascosta alla Renault così come quella con Alesi. Il motorista francese, così, decise di rinviare l’annuncio di Alesi. La cosa scatenò un braccio di ferro tra la Williams e la Ferrari, visto che entrambe erano sulle tracce sia del francese che del brasiliano.

Si verrà poi a sapere che la Ferrari accettò la sostanziosa proposta del francese, che nel 1989 vinse il titolo in F3000, per liberarlo dal contratto con la Tyrrell, per la quale il Boscaiolo pretese 1,2 milioni di sterline. In questo irruppe anche la voce secondo cui Nigel Mansell fece il famoso bluff con cui annunciò di andarsene dalla F1, salvo poi smentire tutti e firmare per la Williams, mentre proprio nel 1991 la Ferrari si mise sulle tracce di Senna, molto probabilmente con l’intento di scalzare Prost (visto che il francese dopo il 1989 pose la condizione a tutti i team di non metterlo sotto contratto insieme al brasiliano), ma il tutto si risolse con la partenza di Cesare Fiorio – che aveva intavolato la trattativa – e dello stesso Professore.

Per liberare Alesi, a Maranello decisero di consegnare un esemplare della 641 nei garage di Didcot, ma il dato nuovo che si è scoperto di recente è costituito proprio dal motivo che ha portato Jeannot a lasciare la Williams per seguire la strada di Maranello. La cosa curiosa è che il pilota di Avignone non recriminerà per aver abbandonato la Williams nel momento in cui avrebbe poi spiccato il volo infilando 9 titoli mondiali tra piloti e costruttori nei 6 anni successivi, convinto di aver fatto una scelta giusta.

Ma questa nuova chiave di lettura aggiunge qualche curioso elemento di riflessione: prima dell’esplosione della FW14, infatti, i rapporti tra Renault e Williams non sembravano essere del tutto idilliaci, tanto che le scelte del team non sembravano essere del tutto condivise dal motorista, che tra le altre cose era incaricato di pagare gli stipendi ai piloti. Inoltre, Senna fu già preso di mira dalla scuderia di Sir Frank ben prima del 1994, anno in cui il brasiliano andò incontro al suo destino infausto.

Probabilmente, dunque, fu proprio l’arrivo (anzi, il ritorno) di Mansell a Didcot (dopo il forfait dalla Ferrari per i dissidi con Prost) a cambiare le cose e, a questo punto, la curiosità su cui indagare potrebbe essere proprio il motivo che ha spinto il motorista francese ad acconsentire al ritorno del Leone alla corte di Sir Frank nonostante avesse già un pre-contratto con Alesi.

Mansell aveva già lavorato con il motorista francese alla sua ultima stagione in Lotus, nell’anno in cui i dissidi con Peter Warr portarono alla rottura, ma sarà anche una delle migliori stagioni del pilota inglese nella scuderia oro-nera. Però appare curioso che Alain Prost, che aveva già corso con il team ufficiale della Régie, alla notizia del ritiro dell’inglese, non si fosse precipitato ad accaparrarsi un sedile in Williams, cosa che avrebbe scalzato Senna, colto di sorpresa lo stesso Mansell e gli avrebbe consentito di vincere ancora. Di certo, una trattativa segreta con il Leone c’è stata e, con l’arrivo di Adrian Newey licenziato dalla Leyton House, la trattativa ha preso una piega diversa, del tutto inaspettata e, molto probabilmente, l’anima inglese della Williams è uscita in modo prepotente. I risultati hanno dato ragione a Sir Frank, ma se tutto questo non fosse successo? A chi non sarebbe piaciuto un Alesi campione del mondo? Non lo sapremo mai e, a questo punto, ci limiteremo a sognare… anche perché la vita è come una scatola di cioccolatini, non sai mai quello che ti capita.


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Cristian Buttazzoni

"Life is about passions. Thank you for sharing mine". (M. Schumacher) Una frase, una scelta di vita. Tutto simboleggiato da un numero, il 27 (rosso, ma non solo)