F1 | Ferrari svantaggiata dallo smart-working

Con Matteo Bobbi abbiamo ripercorso le ore che hanno portato all’annullamento del GP d’Australia e toccato vari temi tra cui lo svantaggio di Ferrari causa smart-working rispetto ai team anglosassoni che non hanno tale limitazione. 

Matteo Bobbi è stato ospite della puntata nr. 213 di Pit Talk. Inevitabile parlare con lui del mondiale di F1 2020 che non è iniziato, causa annullamento della gara a poche ore dalle prove libere. Il suo pensiero:

“L’annullamento del GP è stato tardivo per vari motivi. Il primo è che i team non si accordavano, non c’era l’unanimità del “non correre”. C’erano due diverse correnti. In primis Toto Wolff che prima voleva disputare il GP poi, su ordine del suo AD Mercedes, ha espresso il desiderio che Mercedes non corresse. Il tutto è poi passato alla FIA che quando ha avuto la maggioranza  dei team schierata sul non correre ha proceduto all’annullamento formale del GP.”

Quanto ha pesato lo stato di forma dei team sul disputare o no la gara?

“Sicuramente tanto. Non è un caso che i team più in forma volessero correre, poi hanno cambiato idea.  (Red Bull, Mercedes, Racing Point, Alpha Tauri, n.d.r.). Dall’altra parte c’era la Ferrari che durante i test aveva dimostrato qualche lacuna con tutti gli altri. Certo che hanno anche ragionato a livello di salute. Il problema era rischiare di contaminare l’intero paddock che è una città viaggiante in tutto il mondo!”

DAS, sospensioni posteriori e problemi di affidabilità. Sono stati questi  i motivi per cui Mercedes desistesse dal voler gareggiare?

“Non lo so, di Toto Wolff abbiamo la certezza che volesse correre. Lui è un racer, sa la potenza che ha e vuole esprimerla in gara. Dall’altra c’è il suo AD che è una persona pragmatica e guarda alla salute dei dipendenti e anche a livello politico deve pesare le decisioni che fa.

Mercedes sicuramente aveva la lente di ingrandimento addosso: sospensione posteriore bocciata e Red Bull che avrebbe protestato qualora Mercedes avesse usato il DAS. I toni si erano già alzati. E’ stato un peccato non correre, sarebbe stato bello vedere dove si andava a finire anche a livello politico.”

Infine una riflessione sul periodo di pausa che inevitabilmente porterà i team a riguardare in fabbrica i loro progetti. E chissà che non possano essere stravolti i valori intravisti durante i test in Spagna.

“In tre mesi si fanno discrete cose. Si potrebbe rifare una macchina ma avrebbe poco tempo farlo sui soli dati di Barcellona ed è rischioso.

C’è possibilità di mettere una toppa sui punti critici al netto di un parametro importante su cui vale la pena di fare un ragionamento. I team inglesi hanno libertà assoluta di lavoro in fabbrica perché il decreto inglese lo permette! Il decreto italiano invece non permette alla Ferrari di lavorare full-time bensì in smart-working. Questo credo che sia assolutamente non giusto!

Credo che ci debba essere un movimento in questo senso da parte della federazione che vada a dare le canoniche tre o quattro settimane come in estate in cui bisogna stare fermi. Altrimenti vai ad avvantaggiare alcuni stati che hanno libertà. Non è corretto, mi aspetto che a breve la federazione intervenga anche su questo. Credo sia la correttezza altrimenti si va a regalare a qualcuno settimane importantissime!


Alessandro Francese

Appassionato di sport, motori e Alfa Romeo ho sempre cercato di fare dei miei interessi un lavoro. Dalla tesi su Gianni Brera al mio impegno quotidiano in una concessionaria, almeno in parte, credo di esserci riuscito. Questo però è solo l'inizio! "Se una persona non ha più sogni, non ha più alcuna ragione di vivere." Cit. Ayrton Senna