F1 | Mazzola: “Perplessità sulla doppia SF1000 ai test”

L’ing. Mazzola ha discusso con noi di quelli che sono i miglioramenti “visivi” della SF1000 ma che poi dovranno essere confermati in pista e delle perplessità sulla doppia versione della monoposto che vedremo nelle due sessioni di test di Barcellona. 

| di @MasterOfPeppe

Settimana di presentazioni e l’argomento caldo riguarda la nuova monoposto 2020 realizzata a Maranello, tema centrale di questa puntata di Pit Talk.

L’ingegner Mazzola, ospite illustre di questa puntata, ci espone quelle che sono le sue impressioni sulla SF1000.

L’ospite si è soffermato più a lungo sulla scelta da parte della Ferrari di portare due monoposto diverse, tra la prima e la seconda sessione di test.

“Non penso sia molto efficiente portare due monoposto differenti, a una settimana di distanza, con eventuali modifiche”

Ciò che viene sottolineato, riguarda il tipo di pratica utilizzata.

Si tratta di una pratica solita, quando si fa scendere in pista una monoposto totalmente rinnovata sotto tutti gli aspetti (idraulico, motoristico, raffreddamento, ecc…), per permettere una sorta di rodaggio e di verifica dell’affidabilità, solo dopo ciò, scenderà in pista una monoposto con le modifiche testate nella galleria del vento.

Ed è una questione che sicuramente non riguarda la SF1000.

Le sue perplessità sono dovute alle tempistiche molto “strette”, che non vanno a giovare con questo tipo di strategia.

“Tra una sessione di test e l’altra ci sono cinque giorni, tutto quello che si vuole, ma in 5 giorni non è che hai guadagnato chissà quanto…”

Il confronto viene fatto con il passato, dove magari era più frequente attuare questa strategia, vedendo però nei primi giorni una vettura “laboratorio” che scende in pista, poichè non si aveva a disposizione la monoposto definitiva, così spiega Mazzola.

“Non si tratta di rischi, i cambiamenti tra vettura 1 e vettura 2, riguarderanno sicuramente la veste aerodinamica”

Mazzola fa capire che i cambiamenti non saranno assolutamente di natura strutturale, ma aerodinamici, in quanto la Ferrari ha lavorato sodo proprio per migliorare questo aspetto.

Sicuramente questa strategia non riguarda eventuali problemi strutturali.

Mazzola è certo che i cambiamenti aerodinamici tra una sessione e l’altra, non porteranno spiacevoli sorprese alla scuderia di Maranello.

“Con l’aerodinamica è importante arrivare il più tardi possibile e sfruttare i test e galleria del vento fino all’ultimo giorno”

Questo rappresenta un vantaggio per la Ferrari, che potrà monitorare l’efficace delle modifiche aerodinamiche.

Questa tecnica era stata utilizzata dalla Mercedes lo scorso anno.

In ogni caso l’ing. Mazzola ritiene inefficiente questa strategia pensata dalla Ferrari, poiché la vettura 2, non sarà sicuramente distante dalla precedente.

La SF1000 dovrà rispettare le aspettative, che ad oggi risultano ancora un’incognita.

I test ci daranno un assaggio sul lavoro svolto a Maranello, ma la monoposto “definitiva”, probabilmente, la vedremo soltanto il 15 marzo a Melbourne.


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