F1 | Interpretiamo e analizziamo i test 2020 di Barcellona

Si sono conclusi quelli che possiamo definire i test di F1 più difficilmente interpretabili degli ultimi anni. Dall’anno del mondiale della Brawn GP ad oggi, 2019 a parte, i test invernali hanno dato generalmente delle indicazioni chiare, quest’anno tutto appare poco chiaro.

di Antonio Granato

Forse ha contribuito molto l’ormai ottima conoscenza dei team delle proprie vetture e quindi la non necessità di spingere a fondo la vettura per capirne i limiti e le performance. Basta forzare in un settore o spingere in una curva (microsettore) per capire se e come la monoposto è competitiva rispetto all’anno scorso e alla concorrenza. Forse…

Ma vediamo di interpretare quanto emerso dopo i sei giorni di test concessi dalla Federazione ai team di F1:

Mercedes: Appare ancora la macchina da battere, se non serve più verificare la vettura spingendola al massimo, la Mercedes lo ha fatto solo brevemente in un solo giorno della prima settimana, ottenendo il tempo di 1’15”.732 in assoluto il miglior tempo realizzato dell’intera sei giorni. Se servivano risposte il team anglo-tedesco le ha avute e le ha date. Forse dovrà rivedere l’aspetto affidabilistico della sua motorizzazione avendo subito rotture sia sulla W11 che sui team clienti. Timore che, come avevamo evidenziato nell’analisi della W11 https://www.f1sport.it/2020/02/f1-mercedes-w11-unevoluzione-estrema/ , potevano emergere a seguito di una rastremizzazione estrema.

Ferrari: Qualcosa chiaramente non ha funzionato come doveva. Spesso è sembrato che la SF1000 faticasse ad ottenere i tempi. Ci si è concentrati più nel capire quale doveva essere il compromesso giusto tra carico ed efficienza aerodinamica. Lo sapevamo che a Maranello i tecnici avevano rivisto il loro progetto dello scorso anno correggendolo per limitarne l’efficienza e ottenere più carico ma qualcosa deve essere forse sfuggito di mano o ci si è sbilanciati troppo in questo senso andando forse oltre a quanto ci si era prefissati. Manca in modo evidente velocità in rettilineo, per stessa ammissione degli uomini della Scuderia e Binotto

si è lasciato a dichiarazioni che lasciano perplessi:

“…se le cose dopo alcune gare si mettessimo male potremmo puntare sul 2021” 
oppure
…”veloci abbastanza non lo siamo e ne sono certo. Non saremo in grado di lottare per la vittoria in Australia”
E se il motore non fosse stato utilizzato come l’anno scorso? Se la soluzione tecnica fosse stata rimossa o sospesa dopo l’indagine compiuta dalla FIA? Tanto da arrivare al discutibile documento rilasciato in serata dalla FIA?

The FIA announces that, after thorough technical investigations, it has concluded its analysis of the operation of the Scuderia Ferrari Formula 1 Power Unit and reached a settlement with the team. The specifics of the agreement will remain between the parties.

The FIA and Scuderia Ferrari have agreed to a number of technical commitments that will improve the monitoring of all Formula 1 Power Units for forthcoming championship seasons as well as assist the FIA in other regulatory duties in Formula 1 and in its research activities on carbon emissions and sustainable fuels.

Perché i dettagli dell’accordo rimarranno segregati tra le parti… ?

Red Bull: Forse il team che veramente non ha voluto far vedere il suo valore. La teoria del nascondersi tante volte l’abbiamo sconfessata, i team cercano riscontro quando possono, caso a parte quest’anno… ma la Red Bull in effetti con Verstappen ieri nel finale di test ha alzato il piede in modo evidente precludendosi la possibilità di stampare il miglior tempo assoluto dell’intera sei giorni. Episodio che non sarà passato inosservato agli avversari e che dimostra ancor di più come la teoria del nascondersi non serva ma che conferma anche la tesi che i team quest’anno hanno cercato riscontri, non nel giro completo, ma nei microrsettori. Rimane il team che forse è riuscito a trovare il miglior compromesso tra velocità e carico. Bilanciata ed efficace. 

Racing Point: La più discussa per la sua somiglianza alla Mercedes del 2019 è stata sicuramente la Racing Point che ha sicuramente sorpreso per la facilità con cui otteneva, in specifici momenti, ottimi tempi; anche se come prestazione assoluta non si è spinta mai oltre l’ 1’16”.6. Forse paura di apparire troppo performanti e di sollevare troppe polemiche?

Renault: forse l’ultimatum posto dai vertici Renault ha avuto i suoi effetti, e forse anche l’acquisizione di tecnici ex FIA (molto discussi) ha potato finalmente ai benefici sperati. Il tempo di Ricciardo è rincuorante anche se ancora distante da i top team.

McLaren: Aveva impressionato alla presentazione per alcuni soluzioni innovative e concetti estremizzati. Ci si aspettava qualche segnale più positivo ma per il momento si è visto poco. Il team non sembra preoccupato, forse avranno riscontri migliori rispetto a quanto visto… a noi non è sembrato…

Sotto la tabella riassuntiva dei migliori tempi ottenuti dai team di F1 nell’arco dei sei giorni di test:

DRIVER TEAM TIME COMPOUND
Bottas Mercedes 1m15.732s (T1) C5
Verstappen Red Bull 1m16.269s (T2) (C4)
Ricciardo Renault 1m16.276s (T2) C5
Leclerc Ferrari 1m16.360s (T2) C5
Hamilton Mercedes 1m16.410s (T2) C5
Ocon Renault 1m16.433s (T2) C5
Perez Racing Point 1m16.634s (T2) C5
Sainz McLaren 1m16.820s (T2) (C4)
Vettel Ferrari 1m16.841s (T2) C5
Russell Williams 1m16.871s (T2) C5
Kvyat AlphaTauri 1m16.914s (T2) (C4)
Kubica Alfa Romeo 1m16.942s (T2) C5
Grosjean Haas 1m17.037s (T2) (C4)
Gasly AlphaTauri 1m17.066s (T2) C5
Raikkonen Alfa Romeo 1m17.091s (T1) C5
Stroll Racing Point 1m17.118s (T2) (C3)
Latifi Williams 1m17.313s (T2) C5
Giovinazzi Alfa Romeo 1m17.469s (T1) C5
Magnussen Haas 1m17.495s (T2) (C4)
Albon Red Bull 1m17.550s (T2) (C2)
Norris McLaren 1m17.573s (T2) (C3)

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Antonio Granato

F1 Freelance Technical Analyst - AME-Aircraft Maintenance Engineer - Ideatore e Coordinatore di F1sport.it - Ideatore e radio-conduttore di #PitTalk - Blogger ilfattoquotidiano.it - collaboratore di Autosprint Twitter: @antoniogranato