F1 | Perna: “Vettel rischia di essere sacrificato”

Ospite nella puntata 206 di Pit Talk, Luigi Perna direttamente dalla redazione della Gazzetta dello Sport, che ha affrontato molti temi caldi in vista della nuova stagione, compreso la situazione dei piloti in F1.

Torna Pit Talk e tornano gli ospiti a parlare di F1. Temi importanti in questa puntata numero 206, dove Luigi Perna, membro della redazione della Gazzetta dello Sport, ha detto la sua sul mercato piloti, che nonostante l’avvicinarsi della stagione 2020, è sempre molto caldo.

“La Ferrari, con l’operazione Leclerc, ha fatto un investimento per il futuro molto importante e punterà sul suo cavallino rampante per vincere nei prossimi anni!” 

Perna non nega che ormai Charles Leclerc è diventato una pedina fondamentale all’interno del sistema Ferrari, complice anche il rinnovo che ha permesso alla scuderia di blindare il monegasco.

Viste le difficoltà interne tra i due piloti, sempre negate dai diretti interessati, sarà fondamentale trovare il giusto equilibrio per far coesistere i due piloti Ferrari.

La questione “primo pilota” è un tasto dolente, oltre ad essere il punto debole in casa Ferrari. Anche se, a livello economico, sembra folle pensare a Sebastian Vettel come secondo pilota, vista l’importanza del suo contratto.

Ma queste gerarchie non sono solo frutto di cifre contrattuali, ma di risultati in pista.

“Binotto avrà tanti grattacapi con questa coppia traballante. Se si è imparata la lezione dell’anno scorso, le decisioni prese sui piloti, saranno prese in maniera più netta.”

Perna fa capire che la situazione, rispetto allo scorso anno, è molto simile, toccherà alla Ferrari imparare dai propri errori nel creare degli equilibri stabili all’interno del team.

Avere due piloti di questo livello può essere sempre un’arma a doppio taglio, bisogna sapere a cosa ci si imbatte e soprattutto, bisogna sapere come tenere testa a due campioni.

Lo scorso anno questo dualismo è stato costantemente al centro di discussioni e polemiche, che hanno fatto dubitare della loro convivenza nel team e in pista.

Entrambi, fuori dalla monoposto, hanno mostrato sempre una certa tranquillità e collaborazione, soprattutto lontani dai weekend di gara.

“Non è possibile conoscere le gerarchie a priori, dipenderà dai risultati, se Vettel andrà più forte dello scorso anno o si troverà meglio con la nuova macchina. Ci sono molte variabili, è evidente che, qualora Vettel non riesca a mostrarsi superiore di Leclerc, dovrà essere sacrificato.”

I risultati la faranno da padrone, questo il pensiero di Perna, nonostante l’anno scorso, per un breve periodo, non è sembrato essere così.

Vettel dovrà fare molto di più di quello che ha fatto nell’ultima stagione, se vorrà vincere questo duello interno ormai infuocato.

Tuttavia sarà compito della Ferrari, che, nonostante lo stesso Binotto abbia affermato che quest’anno i due piloti saranno messi sullo stesso piano sin dall’inizio, mettere tutto in ordine per fare in modo di ottenere il miglior risultato possibile.

Magari l’ultima stagione è servita da lezione anche alle due prime punte in tuta rossa, che senza dubbio non si risparmieranno nel momento in cui saranno chiamati a prevalere l’uno sull’altro.

“Importante è che nei momenti chiave della stagione, soprattutto se si sarà in lotta per il titolo, gli ordini di scuderia devono essere perentori, rispettati senza se e senza ma dai piloti, altrimenti il giocattolo si rompe

Come già evidenziato, per la Ferrari questa sarà una patata bollente per l’intera stagione, nonostante sia saggio mettere i piloti sullo stesso piano sin da inizio stagione, bisognerà stare attenti alle reazioni e alle scelte che si faranno in corso d’opera.

La paura rimane, perché vedendo le brutte esperienze della scorsa stagione, c’è il rischio che la lotta interna possa portare il team stesso a rimetterci.

Si tratta di una sfida nella sfida, quella che andrà a fronteggiare la Ferrari nel corso di questo 2020, sfida che sarà vivida anche tra i Vettel e Leclerc, in attesa che si stabilisca una gerarchia chiara.

Le premesse per lo spettacolo ci sono tutte, ma è un attimo che si rischia di sprofondare nel disastro sportivo.


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