F1 | Montermini: Con le Formula 1 degli anni 90 si rischiava la vita ad ogni curva

Nella puntata 205 di Pit Talk, è intervenuto come ospite Andrea Montermini. Il pilota di Sassuolo può vantare una grandissima esperienza come collaudatore Ferrari F1, avendo guidato per più di 12000 chilometri le vetture di Maranello. Oltre a questo, vanta anche diverse apparizioni nel mondiale con scuderie di secondo piano come Simtek, Pacific e Forti.

Dopo aver chiuso l’esperienza con le monoposto, Montermini ha continuato ad ottenere ottimi risultati nelle gare GT. Ad oggi il suo ruolo invece è quello di fare da chioccia a tanti giovani piloti come coach in Formula 4.

Alla domanda di Antonio Granato su quale sia il suo pensiero sulla Formula 1 attuale, Andrea Montermini ha così risposto: “La Formula 1 è molto cambiata. La tecnologia è andata avanti (elettronica, galleria del vento) ed ha avuto un grandissimo impatto sulla F1.”

“Basta guardare un on board camera degli anni 90 quando c’erano Senna, Mansell, Schumacher e paragonarlo ad un on board di oggi dove le macchine almeno vanno otto/dieci secondi al giro più veloce.”

“Sembra di vedere una macchina da strada che va a fare una passeggiata e l’altra che rischia la vita a ogni curva.”

Un altro passaggio importante dell’intervista è quello riferito alle nuove generazioni di driver: I piloti di oggi arrivano da una formazione quasi più legata al simulatore che non quella di quando c’era il cambio ad H, dove bisognava fare il punta tacco per scalare e stare attenti alla frizione ad ogni cambiata. Oggi non ci si può sbagliare perché basta schiacciare una leva e si cambia di marcia.”

È molto interessante analizzare queste parole di Andrea Montermini, che evidenziano una diatriba non ancora risolta. Le Formula 1 di oggi, grazie all’elettronica sono davvero diventate molto più facili da guidare?

La risposta sembra essere si. Sempre più spesso negli ultimi anni, piloti giovani e con poca “gavetta” alle spalle, sono stati in grado di salire e andare subito forte con delle Formula 1: Max Verstappen ne è l’esempio perfetto, avendo vinto una gara a soli 18 anni.

Certo a questo proposito è importante anche il talento naturale che ognuno di questi piloti ha. Altrimenti la sola presenza dell’elettronica non sarebbe così decisiva per ottenere risultati importanti in Formula 1.

Ringraziamo Andrea Montermini per la sua disponibilità e per essere intervenuto a Pit Talk.


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