F1 | Zapelloni: “Ferrari ha vinto quando tutto ha funzionato!”

Mattia Binotto, direttore della GeS Ferrari, ha ammesso che nel corso della stagione sono stati dati ordini errati di scuderia ai due piloti Ferrari Leclerc e Vettel. Sull’argomento è intervenuto ai microfoni di Pit-Talk Umberto Zapelloni. 

 

| di @AlbertoMurador

 

Binotto ha avuto il suo bel da fare nel corso di questa stagione con i suoi due piloti, Sebastian Vettel e Charles Leclerc. Quest’anno gli ordini di scuderia del muretto box di Maranello hanno condizionato più volte l’esito finale dei GP. Solo in rari casi gli ordini di scuderia hanno realmente aiutato la Ferrari a vincere. Come nel caso di Spa Francorchamps, quando il muretto della rossa ordinò a Vettel di lasciar passare subito Leclerc nella fase finale della corsa, mossa che si rivelò efficace per la vittoria del monegasco nel GP del Belgio.

 

Ma in tante altre occasioni all’interno del team diretto da Binotto sono state prese delle decisioni sbagliate, le quali sono state pagate a caro prezzo.

Tuttavia Binotto ha affermato di recente (alla cena natalizia storica della Ferrari) che i due piloti hanno disobbedito si agli ordini di scuderia, ma perchè questi ordini di scuderia non erano giusti. Insomma, un’affermazione che lascia parecchi dubbi a riguardo. A tale proposito, sentite cos’ha detto Umberto Zapelloni ai microfoni di Pit-Talk:

” Un’ammissione bella grossa. Proprio io gli ho chiesto se non c’erano stati troppi errori di strategia durante l’anno, se non andava cambiato qualcosa in squadra, lui dice, no no, in realtà gli errori grossi sono stati soltanto un paio, e non verrà cambiato nulla nella catena di comando della squadra. Forse qualcosa dal punto di vista del software che per esempio loro ritengono molto grave quello che è successo a Montecarlo. “

Zapelloni fa riferimento al GP di Monaco, quando per un errore del muretto box nel calcolare i tempi di uscita per poter rilanciarsi per il secondo tentativo in Q1, Leclerc non riuscì a migliorarsi. Con quest’ultimo che dovette poi partire quasi dal fondo dello schieramento.

Poi proseguendo, Zapelloni ha affermato che la Ferrari quest’anno ha vinto quando tutto ha funzionato nel migliore dei modi, dalla monoposto, dai piloti dalla strategia di squadra. E soprattutto anche quando la Ferrari non aveva problemi di affidabilità.

” La Ferrari quest’anno ha vinto le sue tre gare quando tutto ha funzionato nel migliore dei modi. La strategia di squadra. Ed i piloti senza errori in gara ed in qualifica. Tutte le volte che invece c’è stato un piccolo o un grande errore, la Ferrari non ha vinto. Ed è spesso uscita dal podio. Quindi la Ferrari di quest’anno ha avuto per un periodo la macchina più veloce, la macchina migliore. Però soltanto quando è riuscita a far funzionare tutto perfettamente è riuscita poi a portare a casa le vittorie. “

Zapelloni ha poi concluso sottolineando il fatto di come la monoposto del 2018 era più vicina alla Mercedes, rispetto a quella della stagione da poco conclusa. Ma tornando agli ordini di scuderia che hanno influenzato negativamente l’esito dei GP in casa Ferrari, bisogna anche dire che quando la monoposto non è all’altezza degli avversari è più facile sbagliare. La stessa Mercedes ha dimostrato di sbagliare nelle strategie se messa sotto pressione.

La speranza per il 2020 è quella che gli errori commessi quest’anno dal muretto box della rossa non si ripetano. Per vincere il mondiale in F1 non basta più avere solamente l’auto migliore. Bisogna avere un muretto box preparato in qualsiasi situazione, capace di prendere sempre la giusta decisione.

Nonchè nel saper dare sempre i giusti ordini di scuderia nel momento del bisogno nel corso dei GP. La Mercedes anche sotto questo profilo è diventata maestra nel corso degli anni. La Ferrari lo era, speriamo che torni ad esserlo.

Alberto Murador


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Alberto Murador

Ciao a tutti, il mio nome è Alberto e la mia più grande passione sino dall'età di sette anni è stata la F1, ma poi ho cominciato ad appassionarmi di tutto il mondo del motorsport. Tifoso ovviamente della Ferrari, orgoglioso del " made in Italy ".

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