F1 | Sabbatini: ” Hamilton ha fatto la storia di questi ultimi dieci anni “

Lewis Hamilton la scorsa domenica ad Austin ha conquistato il suo sesto titolo mondiale. L’inglese entra di diritto nella leggenda, tra i più grandi di questo sport. Sul pilota Mercedes è intervenuto Alberto Sabbatini ai microfoni di Pit-Talk. 

Lewis Hamilton è giunto a quota sei titoli mondiali domenica scorsa ad Austin, dinanzi ad un pubblico in visibilio per l’inglese della Mercedes. Ora Hamilton nell’albo d’oro dei titoli mondiali conquistati in carriera, ha davanti solo il “Kaiser” Michael Schumacher a quota sette. E con una Mercedes così competitiva, l’inglese ha buone speranze di eguagliare il tedesco nel 2020.

Tuttavia, non è possibile paragonare minimamente i titoli conquistati da Hamilton con quelli conquistati da Schumacher.

Epoche diverse innanzitutto, poi c’è da considerare come l’inglese abbia trovato una Mercedes molto competitiva quasi da subito da quando è arrivato nel team tedesco. Solo nel 2013 la Mercedes aveva avuto qualche problema tecnico (poi risolti grazie ad un test famoso). Ma dal 2014 ad oggi, la casa tedesca è stata nettamente e sempre la più forte rispetto agli avversari.

Schumacher invece, per arrivare a quota sette titoli, ha letteralmente “tirato su” una Ferrari in piena crisi tecnica, di prestazioni e di risultati. Ed i frutti sono poi arrivati a partire dal quinto anno di Schumi alla rossa. Mentre Hamilton, senza nulla togliere al suo enorme talento, ha sempre avuto auto competitive sin da subito. Opinione personale del sottoscritto ovviamente, che può essere condivisa o meno.

Ma tornando alla conquista del sesto titolo mondiale di Hamilton domenica scorsa, ha espresso la sua opinione il direttore di Auto Alberto Sabbatini, ospite ai microfoni di Pit-Talk. Sabbatini mette Hamilton tra i più grandi di tutta la F1, assieme a dei miti come Fangio, Clark, Lauda, Senna e Schumacher. Sentite cos’ha detto l’ex redattore di Autosprint:

Hamilton lo metto assieme agli altri cinque più forti piloti che io giudico della storia della F1. Cioè Fangio, per la longevità agonistica che ha avuto. Jim Clark per la velocità e la simbiosi con una macchina, com’era la Lotus. Niki Lauda per il nuovo stile che ha portato in F1, cioè la precisione, la completezza, la dedizione, il perfezionismo vero e proprio. Ayrton Senna per la velocità straordinaria, e per il talento assoluto. E Schumacher per la grinta, per la cattiveria, la dedizione agonistica. Ecco, Hamilton è la conclusione di questo ciclo. ” 

Sabbatini ha poi aggiunto che l’inglese della Mercedes ha un pezzettino di ognuno dei piloti sopra citati. Anche Clark o Senna avrebbero vinto sei titoli mondiali se non fossero morti ha affermato il direttore di Auto. Chiaramente, è impossibile fare anche il minimo paragone, poichè si parla di piloti di epoche diverse, dove c’erano meno GP rispetto ad ora. Ciò nonostante, nulla toglie che Hamilton ha fatto la storia di questa ultima decade.

” E’ chiaro che più gare si corrono, più probabilità di vittorie ci sono. E questi piloti moderni macinano record e uccidono le statistiche del passato. Hamilton ha fatto la storia di questi ultimi dieci anni, è in dubbio. Molto di lui, di Vettel, di Alonso e di tutti gli altri. “

Hamilton se è riuscito ad arrivare a questi sei titoli mondiali, è grazie anche alla stagione 2016. L’unico anno dell’era power-unit dove l’inglese è stato sconfitto. Cioè dal suo team-mate Nico Rosberg. Quella sconfitta, quella “battuta d’arresto” è servita molto al britannico, facendolo ancor più maturare, facendolo diventare ancor più forte.

Poi chiaramente è chiaro che avendo la monoposto migliore del mondiale, risulta ancor più facile vincere se si è tra i migliori al mondo. Hamilton dopo aver vinto domenica il suo sesto titolo, guarda già avanti al 2020. Perchè l’inglese non vede l’ora di ricominciare da zero una nuova battaglia con i suoi avversari. Chapeau Lewis.

Alberto Murador


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Alberto Murador

Ciao a tutti, il mio nome è Alberto e la mia più grande passione sino dall'età di sette anni è stata la F1, ma poi ho cominciato ad appassionarmi di tutto il mondo del motorsport. Tifoso ovviamente della Ferrari, orgoglioso del " made in Italy ".

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