F1 | Leclerc: “Battere Vettel è una grande sfida”

Charles Leclerc “il predestinato”, così soprannominato ormai da tutti. Ma il suo viso da principino nasconde l’ardore di chi vuole essere al vertice. In una sua ultima intervista rilasciata alla BBC Sport, ribadisce con forza che lui vuole vincere, e che battere Vettel è una grande sfida.

di Federico Caruso | @fclittlebastard

Charles Leclerc, pilota Ferrari numero 16, ventidue anni. Quest’anno al suo secondo anno assoluto in F1, e al suo primo anno in Ferrari, ha già centrato un obbiettivo: diventare il poleman della stagione con sette podi conquistati ( e manca ancora l’ultimo GP di Yas Marina).

La BBC Sport lo ha intervistato provando a raccontare un Leclerc privato, la volontà di vincere, il pericolo delle corse, e battere il suo compagno di squadra alla Ferrari, Sebastian Vettel.

L’intervista si apre con tre semplici domande:

BBC: Qual è la cosa più importante nella tua vita?
CL: Vincere

BBC: Per aver successo in F1 è necessario avere…
CL: Determinazione

BBC: Il successo è…
CL: Vita

Risposte che racchiudono quello che tutti, anche chi fa finta di non vedere, abbiamo visto in questo ragazzo. La sua incredibile e infinita voglia di vincere. Di essere il numero uno.

La mia famiglia non era particolarmente benestante, nel 2011 ho dovuto smettere di andare sui kart, mio padre non poteva continuare e non avevo sponsor che potevano aiutarci. Vivendo a Montecarlo e guardando ogni hanno il GP di Monaco, ho sempre amato la F1, ed era chiaro cosa volessi fare. Il sogno è diventato realtà quando ho iniziato a guidare per la Ferrari. E’ sempre stato qualcosa che ho voluto raggiungere, e Ferrari è qualcosa di più del motorsport, e qualche volta posso davvero sentire che sto vivendo per questo.

Parlando di Jules Bianchi, il suo padrino: 

Il pensiero onesto che ho avuto quando è accaduto (in riferimento alla sua morte, nds), era di renderlo orgoglioso di me. Penso che all’inizio quando tu arrivi in questo sport lo sai quanto è pericoloso e che non sarà mai uno sport sicuro. Quando vai a 340 kmh non puoi stare sicuro. Voglio solo essere bravo per lui.

Jules Bianchi e suo padre hanno influenzato la carriera di Leclerc. Il padre è morto poco prima che lui arrivasse in F1.

Mi hanno sempre detto di tenere i piedi per terra e di continuare a lavorare, per questo non penso di essere mai stato arrogante o qualsiasi altra cosa come questa. Penso che sia anche abbastanza naturale. Il fatto che continuassero a dirmelo mi ha aiutato e onestamente penso che ci sia una strada da percorrere.

Correre alla Ferrari con una leggenda della F1 non deve essere semplice per chi è al suo secondo anno in F1.

Penso che sia un’interessante sfida per me all’inizio della mia carriera, lui è un pilota con molta esperienza, ed avere lui dalla mia parte penso che sia importante, perché posso imparare molte cose da lui, ciò che ho fatto dall’inizio della stagione. Ma è anche una grande sfida per me provare a batterlo. Ho sempre voluto essere il più veloce in pista, e adesso provo sempre ad essere in testa. Il mio sogno da bambino è sempre stato quello di essere un campione del mondo, e adesso sono finalmente in un team dove penso questo possa diventare realtà. Abbiamo bisogno di continuare a lavorare e questo, forse, un giorno accadrà.

Dalle sue parole, si legge tra le righe, quella volontà di essere il primo pilota. Inutile negarlo. Le discussioni per il bene del team sono qualcosa che i piloti, anche quelli del passato che poi si sono rivelati campioni, non hanno mai ben digerito.

Leclerc reclama solo la sua possibilità di poter esprimere il suo talento dietro al volante della sua beneamata Rossa. Le sfide in pista, l’aggressività, sono parte del suo background personale che sicuramente faranno bene alla Ferrari, e probabilmente all’intera F1. Nessun pilota, che corre per vincere, vuole essere secondo a nessuno. I piloti vincenti scendono in pista per vincere. Coloro che abbiamo sempre amato, sono proprio quei piloti che ci hanno emozionato con le loro imprese nei GP, con le loro gesta alla ricerca della vittoria.


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Federico Caruso

Nato a Roma sotto il segno dei motori turbo V6 nel 1984. Sono sempre alla ricerca di qualcosa che mi sappia emozionare come Ayrton Senna. Scrivo con passione per amore della F1.

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