F1 | Hamilton in trionfo, un nuovo Mondiale verso la leggenda

Lewis Hamilton per la sesta volta è Campione del Mondo. Un titolo che forse più di qualunque altro ha messo in luce tutte le sue qualità, in una stagione dominata pressoché dall’inizio alla fine, nel segno di Niki Lauda. L’uomo che ha fortemente voluto il pilota di Stevenage a guidare la Mercedes verso la conquista dei nuovi trionfi iridati ha lasciato con la sua scomparsa un’eredità pesantissima, raccolta proprio da Hamilton che grazie a questo trionfo raddoppia i titoli conquistati dal suo mentore alla corte di Stoccarda.

Una Mercedes che, è bene ricordarlo, nel corso di queste stagioni ha più volte cambiato pelle, con le partenze prima di Ross Brawn e Norbert Haug, poi di Paddy Lowe e Aldo Costa, ma ci sono due certezze: Toto Wolff e Lewis Hamilton. Il manager austriaco, braccio desto di Dieter Zetsche e Niki Lauda, nonché vero artefice dei successi del pilota inglese, è stato in grado nel corso di questi anni di costruire una vera e propria macchina da guerra, un Panzer indistruttibile, mettendolo nelle sapienti mani dei suoi piloti, che hanno saputo approfittarne nel migliore dei modi.

Ma come detto l’altra grande certezza è Lewis Hamilton, sempre capace di farsi trovare pronto in ogni situazione e di contrastare i suoi avversari con le armi messe a disposizione dal suo team. Anzi, un’arma micidiale: la sua monoposto che, di stagione in stagione, sta diventando sempre più forte., tanto da fargli avvicinare quei record che fino a qualche anno fa sembravano impensabili: le 91 vittorie e i 7 titoli mondiali del suo predecessore alla Mercedes, Michael Schumacher. Il quale gli ha lasciato il posto per aprire quella che si sta concretizzando come la più grande impresa sportiva della Formula 1. Un’impresa della quale Lewis rappresenta senz’altro il valore aggiunto, capace di resistere agli attacchi di Rosberg prima e di Vettel poi, riuscendo a battere sul campo anche gli altri avversari che si sono presentati nel corso di queste stagioni, da Leclerc a Bottas, da Ricciardo a Verstappen, da Alonso a Raikkonen. Tant’è vero che il dominio, netto, di questa stagione è stato messo in discussione solo dal compagno di squadra, il quale non ha mai di fatto perso il secondo posto in classifica, anche quando sembrava che Leclerc e Verstappen potessero in qualche modo insidiarlo.

Hamilton, coadiuvato dagli strateghi della Mercedes (con i quali è spesso entrato in discussione), ha portato a termine delle imprese che hanno mandato in visibilio gli avversari e che hanno segnato in modo indelebile la sua carriera: è il caso della gara di Budapest, dove seppure con una sosta in più è riuscito a imprimere alla seconda parte di gara un ritmo infernale, tanto da recuperare in poche tornate una ventina di secondi di vantaggio su Verstappen per poi superarlo di forza, lasciandogli solo il secondo posto. Anche ad Austin l’inglese è andato controcorrente, stavolta facendo una sosta in meno degli avversari e riuscendo comunque in una rimonta per certi versi sorprendente, contro tutti i pronostici della vigilia che davano le Ferrari e la Red Bull come favorite, ma che alla fine hanno visto l’ennesimo trionfo delle Frecce d’Argento, che celebrano così nel migliore dei modi il dominatore della stagione 2019 nell’anno in cui, paradossalmente, il dominio apparirebbe meno netto di quello che in realtà si è dimostrato, con un imprendibile Hamilton capace di centrare 10 vittorie su 19, assistito da un Bottas in forma smagliante a completare il trionfo totale delle Frecce d’Argento, sicuro del secondo posto in classifica grazie alla vittoria americana.

Una Mercedes che, molto probabilmente, sarà ancora capace di recitare un ruolo da protagonista indiscussa nel 2020 prima della rivoluzione (o evoluzione?) attesa nel 2021, ma con un Hamilton che in ogni caso è in rampa di lancio verso il primato assoluto nella storia della massima categoria velocistica a ruote scoperte, con i record di Michael Schumacher quanto mai a portata di mano e, con ancora diverse stagioni da correre (a meno di un clamoroso ritiro), che molto probabilmente saranno presto battuti, a conferma che aldilà dei paragoni, delle facili polemiche, delle retrospettive e dei paragoni, il talento di Hamilton è indiscutibile e per certi aspetti inarrivabile, sempre più genio e sempre meno sregolatezza, caratteristiche che lo fanno entrare di diritto nella storia e lo proiettano nella leggenda di questo sport.


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Cristian Buttazzoni

"Life is about passions. Thank you for sharing mine". (M. Schumacher) Una frase, una scelta di vita. Tutto simboleggiato da un numero, il 27 (rosso, ma non solo)

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