F1 | Messico: Red Bull e Verstappen gettano alle ortiche una facile vittoria

Un weekend trionfale si trasforma in un’occasione perduta. No, non stiamo parlando delle Ferrari, per una volta. Scorre via quasi impalpabile e banale la domenica messicana della Red Bull. Banale, come l’errore compiuto da Max Verstappen in qualifica ieri.

di Filippo Toffanin

A guardare i monitor dei tempi di Mad Max, resta solo da chiedersi con quanto vantaggio avrebbe chiuso sugli inseguitori fosse partito in pole. Dopo quasi sessanta giri sulle hard l’olandese girava agevolmente sui tempi dei battistrada. Situazione paradossale, che si capovolge rispetto agli usi abituali della scuderia guidata da Christian Horner: oggi il pacchetto c’era, ma è clamorosamente mancata la punta di diamante del team.

Avvio gara Messico 2019

Dell’errore del sabato già si è detto. Verstappen però ne commette uno anche in partenza: scattato – bene – dalla quarta piazza pretende troppo dalla prima staccata a gomme fredde, centra Hamilton e finisce nell’erba. Rientra in pista nelle retrovie, prova ad abbozzare una reazione prima di essere tradito da una foratura. Di lì in poi l’olandese inanella sorpassi per una rimonta anche abbastanza scontata, considerando il pace della sua vettura. Raggiunge nelle fasi finali del GP la sesta piazza. Minimo sindacabile, se ti chiami Albon e sei la seconda guida; non se sei il campione predestinato pupillo del Dottor Marko.

Alexander Albon alla parata dei piloti nel GP del Messico 2019

Già, Alexander Albon. Finire davanti a Verstappen sta diventando un’abitudine. Da quando ha preso in mano la seconda vettura della scuderia di Milton Keynes, il tailandese ha raccolto cinquantotto punti, contro i trentanove di Mad Max. A parti invertite squillerebbero trombe e si sprecherebbero fanfare. Horner può comunque consolarsi: il cambio di sedile doveva servire a mettere due piloti che portassero punti alla squadra per scippare alle rosse il secondo posto nel mondiale costruttori. Missione fallita, per manifesta inferiorità del mezzo.

Ma la scommessa Albon è assolutamente vincente, soprattutto quando in gara batti con regolarità l’osannatissimo capo squadra. Un pilota deve essere veloce, assunto imprescindibile. Ma a questi livelli la regolarità, la consistenza, e la capacità di performare sempre al massimo delle tue potenzialità sono altrettanto essenziali. Il quinto posto odierno, primo degli altri ed autore di una gara ineccepibile dal via sino all’ultimo giro, deve far riflettere in primis i boss Red Bull. Prima del frettoloso richiamo di fine 2018 per offirgli un’opportunità in Toro Rosso, Marko aveva scaricato Albon dall’ormai celebre Junior Team Red Bull senza nemmeno troppi convenevoli. Quando il ragazzo non aveva nemmeno sedici anni. Oggi se la proporzione della caporetto post-estiva di Red Bull è ancora accettabile è proprio grazie all’ex-ripudiato.

https://twitter.com/redbullracing/status/1188558659686731783

Cosa non fanno un po’ di pazienza e la giusta dose di fiducia. Speriamo il Dottor Marko lo capisca in fretta. Altrimenti di questo passo, tra un paio d’anni non gli resterà che rimettersi alla guida…

Filippo Toffanin


Filippo Toffanin

Professionista della logistica, musicista amatoriale, e grande appassionato di F1.