Robert Shwartzman, il neo campione F3 in orbita Ferrari

Ai piedi del podio di Sochi ieri, Robert Shwartzman ha trovato due ospiti sicuramente graditi: il team principal Ferrari Mattia Binotto e il direttore sportivo Laurent Mekies. Il secondo posto in Gara 1 dell’appuntamento iridato in Russia ha consegnato al pilota di San Pietroburgo il titolo nella neonata categoria FIA, frutto dell’unione tra GP3 ed il campionato Europeo di Formula 3.

di Filippo Toffanin

Il ventenne Shwartzman è parte della Ferrari Driver Academy dall’autunno del 2017, anno a cui risalgono i primi test con la Prema Racing. La carriera del giovane russo nasce però nei kart. Inizia a gareggiare all’età di cinque anni, ottenendo diversi successi – specialmente in Italia – e conseguendo anche la medaglia di bronzo nel Campionato KF – Junior Karting. L’ascesa nelle monoposto del neo campione F3 inizia nel 2014 con la Formula 4. Partecipa nuovamente alla competizione come pilota ufficiale del team Mücke Motorsport l’anno successivo, ottenendo due successi e finendo terzo nella classifica generale.

Shwartzman a Sochi con Binotto e Mekies

E’ il turno poi della Formula Renault. Dopo un 2016 di ambientamento, nel 2017 coglie successi in sei gare, arrivando a podio in tutti gli appuntamenti del campionato ad eccezione di Austria e Francia, agguantando il terzo posto finale in graduatoria.

Il primo grande successo internazionale Shwartzman lo coglie nel 2018, laureandosi campione della Toyota Racing Series. Nel campionato neozelandese per monoposto, che si corre nell’estate australe, il russo vince il Danny Hulme Memorial Trophy, salendo sul podio in altre nove occasioni. Nella classifica finale precede, tra gli altri, il compagno di scuderia e pilota FDA Marcus Armstrong.

E’ proprio con Armstrong e l’indiano Jehan Daruvala che Shwartzman contende il primo titolo F3 fino all’appuntamento di Sochi. Sono bastate al russo tre vittorie e ulteriori sette podi (incluso quello nella sprint race di stamane) per piazzarsi davanti ai compagni di squadra della Prema nella classifica finale.

Non riesco ancora a credere che ci siamo riusciti. All’inizio della stagione sognavo questa possibilità, ma non avevo certezze trattandosi di una nuova categoria per me e per la mia squadra. Tuttavia fin dal primo fine settimana a Barcellona, ho percepito la grande forza del team. L’obiettivo è sempre stato ottenere buoni risultati senza commettere errori… e oggi siamo qui.

La carriera di Shwartzman parla di un pilota che fa della continuità la sua arma vincente. Ne è convinto anche il team principal di Prema, Rene Rosin.

Possiamo dire che Robert ha fatto un lavoro straordinario, adattandosi velocemente ad una nuova auto, una nuova categoria, ed un nuovo formato di competizione. E’ sempre stato molto bravo fin dal primo giorno di test. Ha avuto il supporto del team – avere tre macchine che lottano sempre per le prime posizioni ha aiutato tutti a spingere su un livello diverso. Eppure anche nel momento in cui non è stato possibile vincere, Robert ha sempre ottenuto punti e risultati ragguardevoli.

Vitaly Petrov, dal 2019 il coach di Robert Shwartzman

A legare il russo alla Ferrari c’è anche un particolare curioso: il suo driver coach è quel Vitaly Petrov che costò a Fernando Alonso il titolo 2010 nella gara di Abu Dhabi. L’ex pilota Renault F1 segue Robert da questa stagione, è spesso ai Gran Premi e sembra tenere molto al futuro del suo allievo.

La prima volta che l’ho incontrato è stato ai test di Budapest, ad Aprile. Ho capito da subito quanto sia veloce. Non è un problema lavorare con lui, cerco di dargli tutto quello che so e di trasmettergli tranquillità. E’ molto giovane, in passato è stato un po’ emotivo, ma con quello che sta facendo ora sta dimostrando tutta la sua professionalità. Non solo nella guida: puoi vederlo tutto il week-end, dentro e fuori la macchina, quanto sia cresciuto mentalmente. Ha un talento naturale, non è il mio lavoro insegnargli a guidare. Cerchiamo di analizzare quel che accade e gli do consigli per aiutarlo a concentrarsi prima delle gare.

Il prossimo step nel percorso di crescita di Shwartzman sarà quasi certamente la F2.

Al novantanove percento sarà così, sì – andrò in F2. Sono davvero entusiasta di questo, anche se non so ancora con quale squadra. Il mio obiettivo sarà quello di dare il meglio come quest’anno. Spero in una buona squadra e in una buona macchina, e di trovarmi nella stessa posizione alla fine della prossima stagione.

Un risultato eclatante, che a quel punto potrebbe spalancargli le porte della F1.

Filippo Toffanin


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Filippo Toffanin

Professionista della logistica, musicista amatoriale, e grande appassionato di F1.

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