F1 | Vettel-Leclerc, Scalabroni: “Fondamentale che vinca Ferrari”

Ospite della puntata #191 di Pit Talk, Enrique Scalabroni. L’ingegnere della Williams campione del mondo 1986, è tornato sull’argomento caldo di questi giorni, il dualismo Vettel-Leclerc: “Non si vincono i mondiali e non si ottengono i risultati favorendo un pilota o un altro. Bisogna sempre ragionare per il bene del team”.

di Chiara D’Agostino

La sosta anticipata e l’undercut che ha di fatto consegnato a Sebastian Vettel la vittoria del GP di Singapore sul compagno di squadra Charles Leclerc, è stata una mossa parecchio discussa e che in molti ancora faticano a digerire.

C’è chi sostiene che la Ferrari avrebbe potuto invertire le posizioni lasciando a Leclerc gli onori della vittoria e chi invece, ragionando più in ottica di squadra, è convinto che dal muretto abbiano semplicemente preso la decisione più logica in quel preciso momento, andando a conquistare una doppietta che poco conta in classifica, ma molto dice sullo stato di forma della SF90.

Quando in Ferrari hanno chiamato Vettel per la sosta, l’intento era quello di proteggerlo dal possibilissimo undercut di Verstappen e magari attaccare la seconda posizione di Hamilton, ma nessuno avrebbe potuto immaginare che il guadagno di Vettel poi sarebbe stato di ben 3.9 secondi: un undercut molto più forte del previsto incrementato anche dal super out-lap del tedesco nonostante a lui sia stato fatto un pit più lento di mezzo secondo rispetto a quello del compagno di squadra.

In sostanza fermare Leclerc prima di Vettel avrebbe messo il monegasco in difficoltà nel traffico rischiando non solo la doppietta, ma anche la vittoria.

In Ferrari hanno dunque ragionato di squadra, anche per il bene dei piloti. A pensarla così è l’ingegner Enrique Scalabroni, che è tornato a farci visita nella puntata #191 di Pit-Talk.

L’ingegnere, forte della sua esperienza in Williams dall’85 come progettista e poi in Ferrari come chief designer, ben conosce le dinamiche interne di un team e non ha dubbi sul fatto che quando una squadra lavora di squadra e ragionando non solo per singoli piloti, i giusti risultati arrivano sempre. Il lavoro che i piloti svolgono durante il weekend deve essere funzionale al team e in questo senso dà merito anche a quanto svolto da Vettel sia a Spa che a Monza, prima di quell’errore in gara.

Così l’ingegner Scalabroni a Pit Talk:

“Fino ad ora sono state vinte tre corse, due da un pilota e l’ultima da un altro, ma anche a Monza il lavoro di Vettel è stato molto utile, a parte l’errore in corsa. Ci sono state cose provate sulla sua macchina nelle prove libere, in gara ha cambiato le gomme prima, aiutando la strategia di Leclerc. Ancor di più a Spa.”

E’ assolutamente un bene per la squadra avere a disposizione due piloti forti e determinati, ma l’aspetto cruciale e direttamente consequenziale da tenere in considerazione, sottolinea l’argentino, è la loro gestione interna:

“Quando due piloti cominciano, uno con un certo nome e l’altro molto più giovane, ad andare molto forte, nasce il problema del controllo all’interno del team. Qui ci vuole una mano forte che faccia capire a tutti che non è una questione che abbia vinto un pilota o un altro. La cosa fondamentale è che vinca Ferrari perché attraverso questi trionfi cresce lo sviluppo e il lavoro diventa più positivo per la vettura per il prossimo anno e a sua volta è un lavoro di squadra che comincia a mettere in crisi Mercedes ma anche Red Bull.”

Il messaggio che l’ingegnere lancia chiaro alla Ferrari e ai suoi piloti è che ognuno all’interno del team, deve capire che ci sono dei limiti da rispettare, e che solitamente l’ambizione personale deve arrestarsi dove comincia l’interesse di squadra:

La cosa fondamentale è che la Ferrari abbia la libertà di capire il limite di ogni pilota e che ogni pilota capisca il limite con se stesso per sapere come attaccare il prossimo anno, che è quello che conta perché quest’anno sono partiti molto tardi.”

Chiara D’Agostino


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