F1 | Quel ragazzo che sarebbe piaciuto a Enzo Ferrari
 

 


F1 | Quel ragazzo che sarebbe piaciuto a Enzo Ferrari

Per Charles Leclerc, protagonista di una vittoria roboante ieri a Monza, sono arrivati anche gli elogi di Piero Ferrari. Il figlio del Drake ha ribadito come le caratteristiche del monegasco sarebbero piaciute addirittura a suo padre. Parole bellissime che danno a Leclerc la consacrazione definitiva, la benedizione della suo talento. 

| a cura di Francesco Svelto

Charles Lecerc. Il protagonista della domenica – ma anche del sabato – monzese. E’ tutta sua la ribalta del momento. La F1, gli addetti ai lavori, i tifosi e gli organi di stampa gli rendono il giusto omaggio. Indubbiamente ha fatto qualcosa di incredibile il monegasco ieri, in tutti i 53 che dalla partenza lo separavano dall’agognato traguardo.

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Leclerc è stato protagonista di una cavalcata trionfale, di altri tempi. E proprio per rimarcare l’impresa straordinaria, qualche parola ha voluto spenderla anche Piero Ferrari, figlio del Drake e vicepresidente del team di Maranello, che ha addirittura costruito un link tra la figura di Leclerc e quella leggendaria di suo padre:

“Devo riprendermi, ho sudato e tremato come non mi capitava da anni: una vittoria così, a Monza, contro la Mercedes e davanti ad Hamilton è qualcosa di davvero enorme.

Charles è stato il protagonista indiscusso. La cosa che mio padre avrebbe apprezzato più di tutte è la capacità di reggere la pressione. Io ho seguito la gara dai box e posso assicurare che ce n’era tantissima. Si respirava. Si vedeva, quasi. E quel ragazzino non ha fatto una piega.

Guardi che non è facile rimanere calmi quando hai uno come Hamilton dentro lo specchietto retrovisore, a meno di mezzo secondo per una gara intera.

Per esperienza dico che non si ottengono risultati del genere se il binomio pilota-macchina non gira alla perfezione. E anche la squadra deve essere perfetta. A questi livelli, non puoi permetterti errori.

Vettel? Mi dispiace molto per lui. Non ho capito che cosa gli stia succedendo. Però dobbiamo stargli vicino, deve stargli vicino la squadra e deve sentire la fiducia di tutti. Sono certo che si riprenderà, è un grande campione.

Mio padre i piloti li lasciava liberi di gareggiare, di fare quello che credevano, in pista e fuori, ma a un’unica condizione: che non danneggiassero la Ferrari. Prima la Scuderia. Poi il resto. Era il suo chiodo fisso, la sua stella polare. Credo che avrebbe fatto un discorso ai due piloti affermando con forza questo principio. Leclerc ormai prima guida? Non farò mai queste affermazioni”.

Francesco Svelto


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Francesco Svelto

Non un tifoso della F1... ma un appassionato di tutto ciò che è pure-racing a 4 ruote! Nota bene, ho scritto "pure-racing".

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