F1 | Monza 79: Scheckter mondiale nel giubileo Ferrari

Ma se la Renault gioisce in qualifica non fa altrettanto in gara, con Jabouille autore di una pessima partenza che lo vede sfilato sia da Arnoux che dalle due Ferrari, pronte ad andare all’assalto della monoposto gemella del pilota di Grenoble, proprio lui che in Francia aveva conteso il podio a Villeneuve fallendo nel tentativo. Le speranze della Régie vengono così affidate alla piccola peste con il casco bianco, ma anche lui deve subito arrendersi a Scheckter, che lo fulmina al via.

Passano due giri, però, e Arnoux si riprende la vetta della gara, ma 10 tornate più tardi rompe e per lui è la fine dei sogni di gloria, liberando così la strada alle due Ferrari. Troppo potente e troppo poco affidabile, forse questa è la grande pecca del poderoso turbo montato dalla Renault, che alla distanza perde seccamente il confronto con l’inossidabile boxer Ferrari, il propulsore che ha mandato in visibilio le platee assistito a meraviglia dall’altra grande innovazione introdotta da Forghieri, il cambio trasversale. E anche la 312T4, monoposto nata per contrastare l’effetto suolo con cui la Lotus (anche lei monta un motore leggendario, il Cosworth DFV) stava dominando la scena ma che sembrava essere più uno scherzo meccanico che una monoposto vincente, si avvia al trionfo completo, con Scheckter e Villeneuve grandi interpreti di una stagione da assoluti protagonisti, tanto per lo spettacolo quanto per i risultati.


Cristian Buttazzoni

"Life is about passions. Thank you for sharing mine". (M. Schumacher) Una frase, una scelta di vita. Tutto simboleggiato da un numero, il 27 (rosso, ma non solo)