F1 | Leclerc il cerbiatto prepotente

Il Principato di Monaco è in festa! Se Leclerc continua così cambieranno nome alla curva di S.te Devote e la chiameranno St. Charles. E tanti commentatori dovranno imparare l’esatta pronuncia del nome di Leclerc: Charles appunto (pronuncia Sciarle e non Ciarls all’inglese come troppo spesso si sente).

Pur essendo Monaco uno dei perni della Formula 1 (non solo perché ci abitano quasi tutti i piloti), era dal 1994 che un pilota monegasco non partecipava ad una gara di F. 1: Olivier Berettà disputò quell’anno nove Gran Premi al volante della Larrousse con un 7° ed un 8° posto come migliori risultati. E prima di lui soltanto Louis Chiron che disputò 15 Gran Premi ed ottenne un terzo posto proprio a Monaco nel 1950 con una Maserati. Un personaggio signorile, elegante che aveva animato quella eroica stagione del dopoguerra che avrebbe poi dato vita ad un fenomeno mondiale: la F 1.

Ed ora ecco esplodere questo ragazzo che la Montecarlo spumeggiante oggi si contende per una serata, un party, una aperitivo nei più esclusivi club del Principato e nelle ville della Costa Azzurra.

Al di là della mondanità che cerca di avviluppare questo emergente fenomeno, ora è giusto chiedersi: “E’ una vera star, un Campione?”.

Sinceramente fino a metà stagione ero un po’ prudente. Quante volte abbiamo visto idolatrare piloti promettenti ma poi spariti dai ranghi alti delle classifiche. Anzi, temevo che quelle lodi sperticate rischiassero di “bruciare” il personaggio.

Poi invece ha incominciato a convincere, addirittura ad infastidire la figura di Sebastian Vettel che già aveva abboccato alle demoniache provocazioni di Lewis Hamilton precipitando in una crisi psicologica.

Ed infine sono arrivati i due capolavori: Spa e Monza. Ed è apparsa chiara la sua grandezza.

E sapete quando mi sono convinto che Leclerc ha la stoffa per diventare un Campione?

Sabato, quando ha approfittato della “melina” della qualifica Q3 per disattendere gli accordi in squadra a danno di Vettel. Subito l’ho criticato. Poi ho capito: è abbastanza “bastardo” per diventare un Campione. Come già dissi ed elencai in un mio precedente intervento, i più grandi personaggi della storia della Formula 1 avevano una forte dose di “bastardite”. E tanto basta.

E poi quella decisione istantanea di tagliare la chicane rimanendo davanti ad Hamilton, con caparbia sicurezza, senza neanche lasciar intendere che rischiava la penalità imponendosi così ai commissari…

Si, ho capito. Quegli occhi da cerbiatto di Charles in realtà nascondono una carattere volitivo ed una forza di volontà pari al suo talento. Un cerbiatto prepotente: un ossimoro vivente!

Ed è anche pregevole la sua onestà nel riconoscere i propri errori.

Decisamente la Ferrari ha fatto il “colpo grosso” con Leclerc.

L’importante è che adesso lui non si monti la testa e non voglia strafare, e nel suo “enturage”non lo rovinino.

P.S. Pare che Vettel sia in crisi esistenziale, non è più lui nei suoi rapporti…pensa solo alla famiglia… sbaglia spesso … e adesso, dopo le frecciate di Hamilton, deve subire anche lo smacco dei successi di Leclerc. Tempi duri!


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Renato Ronco

giornalista, specializzato in motoring sportivo e commerciale dal 1963

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