F1 | La gioia negli occhi dei meccanici Ferrari

E’ veramente doveroso e giusto! Dopo tre vittorie consecutive negli ultimi Gran Premi disputati è doveroso e giusto rendere merito alla Ferrari per questi risultati.

di Renato Ronco

Lo scetticismo imperante e le critiche accumulatesi nel corso di questa stagione sono ora dimenticate ed accantonate. Le parole di fiducia di Mattia Binotto che venivano spesso stigmatizzate ora sono diventate credibili. Ma è presto per dire che la Mercedes è sconfitta. La cautela è sempre obbligatoria.

Ed altri vi parleranno degli aspetti tecnici del ritrovato successo.

Ma oggi vi vogliamo parlare di un aspetto più umano: al di là della  recuperata fiducia del Team, dei piloti e dei tifosi, quel che più ci ha emozionato al termine dei tre Gran Premi vinti è l’entusiasmo, la gioia dei meccanici della squadra.

Si percepiva che c’era qualcosa di più della solita soddisfazione che accompagna il rientro dei piloti verso il podio. Era una felicità che riscattava le tante sofferenze accumulate.

Si, perché bisogna sapere, capire che i meccanici patiscono come una sconfitta personale gli insuccessi del team. Loro si sentono parte integrante delle vicende della squadra. E’ una questione di orgoglio: perché loro sono i meccanici della Ferrari. LORO “sono” la Ferrari. Loro sono italiani, tutti quanti, a differenza della eterogeneità di quasi tutti gli altri team. E sono gli unici che cantano l’inno, coinvolgendo anche i piloti che mormorano alcune parole di Mameli, anzi lo cantano proprio!

E’ una verità che ho appreso molti anni or sono. Quando, negli anni ’80, durante le telecronache dei Gran Premi di F 1 accanto a me in cabina di commento avevo come spalla tecnica l’ingegnere Mauro Forghieri: un uomo che era impregnato di Ferrari e che molto ha dato alla Ferrari.

Ebbene, in quegli anni (1986 – 1990) la Ferrari arrancava e si trovava costantemente nelle terze, quarte file dello schieramento. Ed il morale era basso.

Finalmente al Gran Premio d’Ungheria del 1987 la Ferrari di Gerhard Berger conquistò la prima fila. E nei momenti frenetici che precedono la partenza, Forghieri, quasi commosso, mi fece notare: “ Guarda i meccanici come sono felici, orgogliosi di essere tornati in prima fila, accanto alla loro macchina, al loro pilota. Perché quello è il loro posto, ed è una sofferenza doversi trovare nelle file di rincalzo. Oggi sono tornati dove gli spetta, e possono guardare con fierezza gli altri meccanici, finalmente e nuovamente dalla prima fila”.

E’ una lezione che ho imparato ed in queste ultime tre domeniche ero felice per loro e con loro. Come nel 1987 alla partenza di quel Gran Premio d’Ungheria. E questa volta con tre vittorie consecutive nel carniere!

P.S. Avete notato la gioia dei meccanici di Vettel? Loro hanno sofferto il lungo digiuno come se fossero stati sconfitti personalmente. Questa è la forza di una squadra. Di una squadra che si chiama FERRARI.


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Renato Ronco

giornalista, specializzato in motoring sportivo e commerciale dal 1963