F1 | Hamilton, un fuoriclasse d'altri tempi
 

 


F1 | Hamilton, un fuoriclasse d’altri tempi

Lewis Hamilton in Ungheria ha centrato un nuovo successo che lo porta a 10 lunghezze dal record storico di Schumacher. Ma questa vittoria ha messo in luce alcune abilità dell’inglese che ricordano molto fuoriclasse del passato, che hanno scritto la storia della F1.

Tu chiamale, se vuoi, suggestioni… scomodiamo e adattiamo l’incommensurabile Lucio Battisti (uomo appassionato in verità di motociclette) per tratteggiare quello che è stato un gesto, una manovra, un passaggio determinante, anzi decisivo, della gara appena trascorsa in terra magiara che, sebbene alla lontana, ha fatto rivivere per un attimo un’istantanea di un duello ben più famoso (e ben più celebrato) nel quale, come ora, si stavano confrontando il presente e il futuro della F1. Allora erano Piquet e Senna, ora sono Hamilton e Verstappen, con il sorpasso all’esterno del pilota più esperto che mette fine alle velleità del giovane arrembante che in quel momento si stava pregustando un’altra possibile vittoria.

Tu chiamale, se vuoi, emozioni. E questa volta la citazione di Battisti la prendiamo interamente perchè in quel duello, così come in tanti altri in questo pazzo 2019, si è rivissuto, finalmente, tutto il pathos che è capace di regalare uno sport come la F1 ma che, forse, è stato tenuto colpevolmente sotto il tappeto per inseguire altre logiche che con lo sport hanno ben poco a che vedere (e che nemmeno l’intervento di Liberty Media è stato in grado di scalfire). Si riscopre, finalmente, il fascino dei duelli incrociati, la vivacità delle proteste anche plateali e delle polemiche, la suggestione degli steward “tecnici” che in quel momento si ricordano di essere stati piloti anche loro e che sempre più spesso decidono di lasciar correre perchè si ricordano di essere stati piloti anche loro.

In tutto questo panorama di novità c’è una certezza che le emozioni e le suggestioni le sta fondendo insieme nel migliore dei modi: Lewis Hamilton. Poco tempo fa, su di lui, circolava un breve filmato che lo paragonava ai più grandi campioni della storia, facendo intendere che accomuna nel suo modo di guidare le caratteristiche di tutti, da Senna a Mansell, da Prost a Schumacher, da Fangio a Lauda… e l’elenco potrebbe continuare. Ma se è vero che ogni pilota fa storia a sé, è altrettanto vero che le prestazioni dell’inglese mettono in luce ogni volta dei tratti diversi della sua personalità in pista: la velocità, l’aggressività, la capacità di analisi, l’intuito strategico (anche se lì forse il merito è più dei suoi ingegneri di pista… basta vedere l’ultima impresa di Budapest)… tutte doti che richiamano, chi più chi meno, questi autentici fuoriclasse del passato.

Ma, si sa, ogni pilota è unico e, come diceva Enzo Ferrari, di campioni ne nasce uno ogni domenica. Di certo, Hamilton rappresenta attualmente il pilota che più di ogni altro è in grado di interpretare al meglio le regole e le dinamiche della F1 attuale, ma in modo del tutto insolito. Recentemente, Lewis ha ospitato a Silverstone nientemeno che Sir Frank Williams in un giro a bordo di una Mercedes A63 e lo stesso “garagista” con 9 titoli mondiali sulle spalle ha avuto parole di elogio per il pilota di Stevenage, il quale sta riportando alla memoria le gesta dei piloti che rappresentano le pietre miliari della storia della F1 e che, in parte, Frank Williams ha avuto il privilegio di ospitare nel suo team.

A 10 successi dal record storico di Michael Schumacher, Lewis di primati ne ha già battuti diversi, tra cui quello di aver vinto e conquistato una pole position in ogni stagione in cui ha corso e grazie al suo modo di affrontare le gare, in costante miglioramento, sta dimostrando un approccio da autentico fuoriclasse, riservato a quei pochi grandissimi campioni che hanno scritto la storia di questo sport.


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Cristian Buttazzoni

"Life is about passions. Thank you for sharing mine". (M. Schumacher) Una frase, una scelta di vita. Tutto simboleggiato da un numero, il 27 (rosso, ma non solo)

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