F1 | Ferrari, scelte aerodinamiche legate al motore
 

 


F1 | Ferrari, scelte aerodinamiche legate al motore


Da inizio di questa stagione, sin dalla prima gara in Australia, avevamo avuto l’impressione che la SF90 fosse troppo efficiente aerodinamicamente e che sviluppasse quindi poco carico aerodinamico.

Inizialmente si pensava potesse solo essere un problema dovuto alla mancata risposta di alcuni elementi aerodinamici che, sulla vettura, evidentemente non funzionassero come si prevedesse; poi però, gara dopo gara, si cominciava a capire che la scelta era stata voluta dai vertici tecnici della Ferrari.

Lo stesso Binotto, ad un certo punto della stagione, ammetteva che la SF90 aveva dei problemi concettuali errati. https://www.f1sport.it/2019/05/f1-perna-a-pit-talk-binotto-ammissione-di-debolezza/  come riportammo in questo articolo intervista realizzata all’interno di Pit Talk 

Successivamente però avanzarono altri dubbi e altri interrogativi. Come poteva essere solo un errore concettuale? Si poteva nascondere qualche altro problema dietro questo “sbilanciamento” aerodinamico della vettura un troppo efficiente?

In molti, ancora oggi, parlano di un motore Ferrari molto performante e che sarebbe alla pari con il motore Mercedes se non di poco addirittura superiore, siamo sicuri che sia effettivamente così? Uno dei primi ad avanzare, ed avallare i nostri dubbi, è stato proprio l’Ing. Scalabroni che spiegà come secondo lui la SF90 avesse delle pecche di motore: https://www.f1sport.it/2019/06/f1-scalabroni-la-ferrari-sf90-pecca-di-motore/

“E’ una catena perfettamente matematica: se non si ha la maggiore potenza non si ha il maggior carico aerodinamico e senza il giusto carico aerodinamico, non si ha il giusto lavoro sulla sospensione e si fatica a far entrare in temperatura le gomme, dunque non si ha grip e non si fanno i tempi che si devono fare”.

E se infatti, alla base della scelta della Ferrari ci fosse un deficit di  motore, mascherato proprio dall’alta efficienza aerodinamica, tanto da far credere che il propulsore italiano sia all’altezza di quello tedesco, salvando in questo modo il reparto di provenienza dello stesso Binotto?

Molti per verificare la bontà di una PU guardano alla sola espressione velocistica, ignorando del tutto i carichi e il drag della vettura. Analisi limitata e che non tenendo conto dell’aerodinamica fornisce indicazioni e letture falsate.

Tanto che le dichiarazioni di Marko che analizzano le prestazioni della RB15 sembrano proprio calzare alla perfezione al “caso” Ferrari:

La RB15? Abbiamo costruito una vettura con un carico aerodinamico insufficiente. Abbiamo sottovalutato i progressi compiuti dal nostro nuovo partner motoristico, la Honda. Loro ci hanno fornito più potenza di quanto ci aspettassimo. Ad inizio stagione volevamo compensare la potenza mancante con un telaio molto efficiente dal punto di vista aerodinamico. Ma l’abbiamo corretto e nelle ultime gare eravamo quasi alla pari con la Mercedes. Abbiamo decisamente superato la Ferrari.

E se in Ferrari avessero fatto ad inizio stagione le stesse scelte aerodinamiche senza però poi trovare la giusta evoluzione motoristica e il giusto conseguimento aerodinamico?

Crediamo sia così, voi che ne pensate?

 


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Antonio Granato

F1 Freelance Technical Analyst - AME-Aircraft Maintenance Engineer - Ideatore e Coordinatore di F1sport.it - Ideatore e radio-conduttore di #PitTalk - Blogger ilfattoquotidiano.it - collaboratore di Autosprint Twitter: @antoniogranato

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