F1 | Dai piloti Ferrari una ammissione (parziale) di responsabilità

Ad una settimana dalla fine del periodo estivo di stop forzato e dalla ripresa delle ostilità in quel di Spa, anche la Ferrari si prepara ad affrontare la seconda parte di stagione. In particolare i piloti di Maranello, entrambi, ammettono di non star esprimendo il massimo del loro potenziale.

di Francesco Svelto |

 

Dalla parte di Sebastian Vettel e Charles Leclerc c’è sicuramente una vettura difficile da governare a causa di tutti i problemi di natura progettuale e concettuale che conosciamo.

Il fatto che la SF90 esprima una altissima efficienza aerodinamica a discapito del carico, comporta – per dirla in maniera semplificata – una sollecitazione molto particolare alle gomme e, di conseguenza, scelte di settaggi che rappresentano molto spesso un compromesso tra le necessità della vettura e le volontà del pilota.

Detto ciò – ed era scontato – a discolpa degli alfieri Ferrari, ci troviamo sicuramente davanti a due classifiche (quella piloti e quella costruttori) seriamente compromesse e che non lasciano scampo a qualsiasi forma di velleità o speranze di rimonta nelle nove gare rimanenti. Del resto le zero vittorie in cascina e le poche possibilità di conquistarla (solo tre su dodici gare) dicono tutto.

Nonostante ciò, però, in questi giorni arrivano delle ammissioni da parte di Vettel e Leclerc che giudicano il loro lavoro di questa prima parte di stagione ormai andata in archivio. Al netto dei rispettivi errori, entrambi indicano nel lavoro l’unica via per risalire la china.

Il tedesco, in particolare, ha fatto molta autocritica, ha ammesso di non essersi espresso al massimo e di dovere fare di più. Cosi Vettel:

Devo essere critico con me stesso perché non ho fatto il lavoro migliore! Questo aspetto è qualcosa su cui devo concentrarmi e che devo migliorare nella seconda metà della stagione […] Certamente le ultime due gare sono state forse migliori per me, mentre all’inizio ho faticato un po’ di più. Tuttavia mi sembra sia chiaro che non siamo dove vogliamo essere!“.

Il monegasco, invece, ha giudicato come una sorta di apprendistato le sue prime dodici gare in Ferrari ma ammette anche di non voler trovare scuse e rimboccarsi le maniche per il futuro, anche per poter evitare qualche sbavatura “di giovinezza” vista finora.

“Essere un pilota della Ferrari è un sogno diventato realtà ma richiede anche molto più lavoro, molto più impegno insieme a molte più persone. Questa è stata ed è tuttora la sfida più grande per me. Sto imparando a lavorare con la squadra e anche i ragazzi stanno imparando a lavorare con me. Ora sanno sempre di più cosa preferisco durante la guida, qual è il bilanciamento che mi è più comodo, come mi piace guidare la macchina, cose del genere. Miglioriamo gara dopo gara.

Non credo di essere troppo duro con me stesso. Questo è il mio modo di approcciarmi alle cose. Penso che sia il modo migliore per non trovare scuse ogni volta che si commette un errore è analizzarlo ed essere onesti con se stessi. Questo è quello cerco di fare ogni volta. Sicuramente non mi vergogno di ammettere quando sbaglio, senza bisogno di cercare alibi inesistenti!“.

 

Appuntamento tra sette giorni con le prove libere del GP del Belgio, tredicesima prova del mondiale di F1 2019.

 

Francesco Svelto


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Francesco Svelto

Non un tifoso della F1... ma un appassionato di tutto ciò che è pure-racing a 4 ruote! Nota bene, ho scritto "pure-racing".

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