F1 | Che la festa abbia inizio…

Il Gran Premio di Germania ha offerto un GP di F1 ad alto tasso di spettacolo e numerose possibilità per le scuderie di centro gruppo. Non tutte però sono riuscite ad approfittare dell’altalena di eventi. Analizziamo ciò che è accaduto in previsione della prossima tappa in Ungheria.

| di Raffaele Caputo

Che la festa abbia inizio. E ciò che molti Team Principal devono aver pensato domenica scorsa vedendo la pioggia, manna dal cielo per alcuni, mannaia per altri.

Toro Rosso – Honda: vero punto di forza della Toro Rosso sono stati i piloti. Kvyat ha finalmente mostrato ciò che gli ha permesso di far parte del programma giovani piloti della Red Bull, tanto da auspicarne il ritorno al posto di Gasly da parte di molti. Il russo è anche riuscito nell’impresa di portare il secondo motore Honda sul podio, non male. Albon da parte sua, messosi in mostra soprattutto con una grande difesa su Hamilton, si candida al posto di miglior rookie dell’anno insieme a Lando Norris.

Racing Point – Mercedes: il podio di Stroll è ossigeno puro per il canadese, impegnato troppo spesso a spegnere le voci da “cocco di papà”. In questa gara ha fatto il suo e anche egregiamente, costringendo Bottas ad un errore sanguinoso in ottica mondiale e superando in un solo colpo una marea di piloti in classifica. È mancato all’appello Perez ma le condizioni di inizio gara erano veramente difficili per tutti. Entrambi i piloti trarranno sicuro vantaggio dalla Spec B della monoposto portata in pista in Germania e rivelatosi un buon pacchetto di aggiornamenti.

McLaren – Renault: alti e bassi per la casa di Woking, Sainz è riuscito a portare a casa un quinto posto che gli permette di consolidare il piazzamento in classifica generale come primo degli altri. Norris alla prima vera esperienza sul bagnato paga la poca affidabilità Renault ed è costretto al ritiro. Il tracciato dell’Hungaroring potrebbe presentare delle difficoltà per la vettura inglese, al netto delle eventuali penalità che Norris potrebbe scontare in seguito alla causa del ritiro che comunque resta da chiarire.

Haas – Ferrari: sentimenti misti per Steiner che aveva nuovamente redarguito i piloti all’inizio del weekend dopo la toccata di Silverstone. Grosjean ha ottenuto un ottimo 6° posto in griglia di partenza e con una buona prestazione considerato il momento della scuderia americana è riuscito a chiudere in 7° posizione. Magnussen è sembrato un po’ più in difficoltà durante le qualifiche ma ha chiuso la gara 8°. Entrambi i piloti hanno beneficiato dei 30 secondi di penalità inflitti alla Alfa Romeo ma di motivi per sorridere ce ne sono.

Alfa Romeo – Ferrari: un presunto aiuto elettronico alle vetture in partenza ha cancellato quanto di buono fatto vedere in pista da Raikkonen e Giovinazzi. Il motore Ferrari è di sicuro un vantaggio rispetto alle altre scuderie e la ex Sauber questo la sa molto bene. Questa sarebbe stata, il condizionale è d’obbligo in questo caso, la seconda gara con entrambi i piloti in zona punti. Vedremo in sede di appello se le istanze degli uomini di Vasseur saranno accolte.

Renault: le “giallone” sono in netta difficoltà. Lo dicono gli sguardi, lo dice la pista. Ricciardo è stato vittima di una brutale rottura della sua Power Unit, di come se ne vedono sempre più raramente. Renault ha dichiarato che si è trattato di un problema allo scarico e comunque la monoposto n° 3 era equipaggiata con una Power Unit Spec 1, ne avrà una meno utilizzata a disposizione in Ungheria. Hulkenberg, in odore di podio ad un certo punto della gara, è stato vittima della Sudkurve ed è andato in barriera senza possibilità di rientrare in pista. Il pilota tedesco sa dell’occasione persa essendo un pilota che gode di ottima reputazione tra i colleghi, pur non avendo mai conseguito un podio nella sua carriera.

Menzione d’onore per la Williams, la penalità Alfa Romeo permette a Robert Kubica di andare a punti 9 anni dopo il Gran Premio di Abu Dhabi del 2010.


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