F1 | Francia: tutti i segreti del Paul Ricard
 

 


F1 | Francia: tutti i segreti del Paul Ricard

In vista dell’imminente GP di Francia, analizziamo i punti di forza e i punti deboli del tracciato riproposto in F1 dalla scorsa stagione.

di Giuseppe Piccininni

Il prossimo weekend andrà in scena il Gran Premio di Francia sul circuito Paul Ricard situato a Le Castellet, inserito e aggiornato dal 2018 nel calendario di F1, dopo il rinnovo della licenza.

Il tracciato ha una lunghezza di 5842 m, con un totale di 15 curve, veloci e non, disseminate nei 3 settori della pista. Le scuderie potranno fare affidamento sui dati ottenuto lo scorso anno, in modo da poter assettare la vettura nel migliore dei modi così da affrontare il weekend con il giusto apporto aerodinamico e la potenza necessaria.

Ma andiamo ad analizzare la struttura della pista.

Il Paul Ricard è dotato di quattro tratti a velocità elevata: il rettilineo dei box, il famoso rettilineo del Maestrale (prima di curva 9), la seconda parte del Maestrale (prima di curva 10, percorsa a tavoletta) e tra curva 2 e curva 3.

Il settore uno è quello in cui ci sono più punti di sorpasso ovvero: il rettilineo del traguardo, con tanto di zona DRS, la staccata di curva 1 e all’ingresso di curva 3, la “Virage de l’Hotel”, ci aspettiamo grandi cose in questa parte del circuito.

Il settore che richiede maggiore spinta da parte del motore è il secondo, proprio dove si percorre il rettilineo del Maestrale, intervallato dalle curve 8 e 9, che se percorse ad una certa velocità, permettono di guadagnare terreno in uscita, sul rettilineo successivo. Anche qui buone opportunità di sorpasso grazie alla seconda zona DRS sul rettilineo del Maestrale e alla pesantissima staccata in curva 8, alla fine del rettilineo appena citato.

Il terzo settore risulta il più critico per quanto riguarda l’aerodinamica, poiché dopo la famigerata Courbe de Signes, una delle poche curve del calendario che si percorre a tutto gas, la quale metterà a dura prova i piloti e l’aderenza della monoposto, la parte più ostica è situata tra curva 11 e curva 15 ove si richiederà tanto sforzo alla trazione e ai pneumatici Pirelli, a causa di un alternarsi di curve lente/veloci, che necessitano di un bilanciamento adeguato e una velocità costante durante la percorrenza delle curve.

In conclusione, non è il tracciato più tecnico della stagione, ma neanche il più banale, segue la filosofia del circuito canadese dello scorso weekend, ovvero è necessaria tanta potenza da parte del motore, ma anche un buon reparto aerodinamico, che sappia mantenere una certa stabilità nei tratti più complessi.

Chi si avvale di una componente motoristica efficace, ha più alternative dal punto di vista del setup, poiché può puntare tutto sui cavalli, ma con meno carico, oppure incrementare quella che è la potenza aerodinamica a discapito del motore che comunque potrà spingere al massimo.

Da non trascurare l’elevata temperatura dell’asfalto, che potrebbe compromettere l’usura delle gomme (C2,C3,C4, i treni messi a disposizione durante il weekend) e portare a modificare le strategie dei team a gara in corso.

Dalle previsioni fornite dalla Pirelli ci si aspetta uno stress rilevante subito dagli pneumatici, soggetti a delle notevoli spinte da parte delle forze laterali.

Ci auguriamo di poterci divertire durante questo weekend, in modo da oscurare il susseguirsi di polemiche che il GP del Canada ancora si trascina.

Di seguito vi proponiamo il giro di qualifica che valse a Lewis Hamilton la pole-position nel 2018:

https://twitter.com/F1/status/1139840883329654784


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