Jo Ramirez: Senna avrebbe guidato una Ferrari

Jo Ramirez, coordinatore del Team McLaren dal 1984 al 2001 dopo l’esperienza in Tyrrell, racconta di Senna all’interno della squadra e del suo rapporto con Prost.

di Giulio Scaccia

Historic Minardy Day: durante la conferenza stampa di presentazione del libro di Umberto Zapelloni, “Gli uomini d’oro del cavallino“, edito dalla Giorgio Nada Editore, che ha organizzato anche l’incontro, abbiamo raccolto alcune considerazioni del mitico Jo Ramirez. L’ex braccio destro di Ron Dennis racconta qualche aneddoto su Senna e sulla rivalità con Prost. Siamo ovviamente ad Imola, dove il primo maggio verrà ricordato Ayrton Senna, a 25 anni dalla sua morte.

Questo è l’esordio di Jo Ramirez, parlando di competizioni e di uomini:

Il destino ci ha tolto una grande rivalità, quella tra Senna e Schumacher. Con la morte di Ayrton ci è stata tolto qualcosa di incredibile.

Qui ad Imola scoppiò anche la rivalità con Prost in McLaren, alla ripartenza dopo l’incidente di Berger al Tamburello, come era averli nella stessa squadra?

Ron Dennis si occupava dei contratti, il mio ruolo era rendere la vita facile ad Ayrton ed Alain e lavorare con loro per due è stato incredibile. Ho imparato molto da entrambi. All’inizio non c’era una lotta spietata tra i due. E’ iniziata dopo un po’ di tempo, qui ad Imola appunto. Entrambi erano campioni che volevano vincere.

Come si comportava con la squadra Ayrton Senna e quanto si impegnava nel lavoro di sviluppo?

Ad Ayrton non piaceva molto fare le prove. Chiedeva sempre se c’era qualcosa di significativo da testare. Se non c’era qualcosa di interessante stava a casa. Come persona era molto interessante, piena di contenuti ed interessi ed era bello andare a cena con lui. Parlavamo non solo di auto da corsa. Si parlava di politica, donne, educazione. A lui piaceva anche divertirsi, andare a ballare, ma sul lavoro si applicava tanto. Quando c’erano le gare, era l’ultimo ad andarsene. Prost dopo le prove andava a fare altro, tipo a giocare a golf. Ayrton rimaneva con noi. Senna ha cambiato il modo di fare il pilota. Si applicava fino all’ultimo minuto della sera durante i week end di gara e stava con i meccanici a parlare anche del più piccolo particolare. Ha cambiato di fare il pilota. Dopo di lui Schumacher ed anche Alonso, ma Ayrton è stato il primo.

Ayrton che caratteristiche aveva come collaudatore?

Alain Prost era più bravo a mettere a posto la macchina. Prost andava benissimo con la macchina perfetta ed era imbattibile anche per Senna. Ma se la macchina non era delle migliori, Senna si adattava meglio e riusciva comunque ad essere veloce, mettendoci qualcosa di suo, grazie all’enorme talento di cui era dotato. Se la macchina non era perfetta Alain soffriva. Quando Ayrton arrivò in McLaren chiedeva tutto su come Prost sistemava la macchina. Il suo obiettivo era batterlo.

Come guidava il turbo?

Il turbo riusciva meglio a guidarlo Senna, tenendo alto il numero di giri in entrata. Gli riusciva particolarmente bene in prova.

Cesare Fiorio aveva un precontratto con Ayrton per il suo arrivo in Ferrari, ma non fu possibile perché c’era Prost. Sarebbe stato possibile vederlo in Ferrari?

Senna volle cambiare squadra perché voleva vincere con altri team, e così decise di lasciare la McLaren. Ron Dennis mi disse di convincerlo a non andare ma non ci sono riuscito. Sono sicuro al 100 per 100 che Ayrton avrebbe voluto poi andare in Ferrari. Sarebbe stato qualcosa di speciale. La sua vita è stata corta purtroppo.

 

DI SEGUITO UN ESTRATTO DELL’INTERVISTA

 

 

 


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Giulio Scaccia

Giornalista ed appassionato, seguo la Formula 1 dal 1978. Da Gilles Villeneuve a Michael Schumacher, sempre la Ferrari nel cuore.

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