F1 | Perna a Pit Talk: "Binotto, ammissione di debolezza"
 

 


F1 | Perna a Pit Talk: “Binotto, ammissione di debolezza”

Luigi Perna, giornalista de ‘La Gazzetta dello sport’, è intervenuto ai microfoni di Pit Talk  analizzando i problemi mostrati dalla Ferrari in questo avvio di stagione e ricordando la preoccupante ammissione di Binotto secondo cui la SF90 potrebbe essere sbagliata concettualmente.

di Veronica Vesco

Perna, ospite ai microfoni di Pit Talk, ha affrontato l’argomento Ferrari, concentrandosi sulle difficoltà messe in evidenza dalla scuderia di Maranello in questo avvio di stagione decisamente sotto tono. Secondo il giornalista de La Gazzetta, è particolarmente complicato farsi un’idea chiara dei problemi che affliggono la Rossa, tanto è vero che persino i tecnici faticano a venirne a capo.

L’impressione generale è che ci troviamo dinnanzi ad una vettura molto complicata da mettere a punto, che necessita di una finestra ottimale per rendere al meglio. Tuttavia questa ipotetica finestra di utilizzo si è potuta osservare solamente, e in modo parziale, nella gara del Bahrain, dove la Ferrari ha mostrato sì una certa competitività, ma ha anche sofferto di un grave problema  tecnico che di fatto l’ha privata dell’unica possibile vittoria. Da quel momento in poi la SF90 ha sofferto ovunque, vuoi per il set-up, come nel caso di Cina e Australia, vuoi per mancanza di prestazioni in generale, come visto nello scorso Gp. di Spagna.

Insomma, si tratta di un bilancio decisamente deludente, dovuto a molte e differenti cause. Perna, tra l’altro, sottolinea quanto purtroppo le dichiarazioni dei piloti durante il corso dei test invernali siano risultate illusorie e fuorvianti:

I piloti ci hanno un po’ tradito in inverno. Parlavano di una macchina prevedibile, molto stabile, molto sincera. Alla fine invece questa macchina si è rivelata molto instabile, con difficoltà di inserimento all’anteriore, che è sottosterzante, e con difficoltà di trazione in uscita di curva. Problemi che sono diventati macroscopici come lo stesso Binotto ha riconosciuto al Montmelò.

La cosa spiazzante è che, come ricorda Perna, se da un lato una pista esigente come il Montmelo mette in evidenza eventuali pecche in modo maggiore rispetto ad altri circuiti è altrettanto vero che proprio a Barcellona erano emerse ottime indicazioni da parte dei piloti.

Questo non ha fatto altro che generare una maggiore confusione nel corso di questo tre mesi, rendendo molto difficile trovare una nuova soluzione. E’ necessario un repentino cambio di rotta quindi per ritrovare la necessaria competitività che porti a disputare una seconda parte di campionato in crescendo e che permetta di guardare con fiducia al 2020.

In effetti la Ferrari guarda con preoccupazione a Montecarlo, poiché quest’anno, oltre all’insidia rappresentata da Red Bull, bisogna considerare la possibilità di una Mercedes particolarmente performante e a suo agio anche sulle stradine tortuose del Principato. Proprio riguardo a Mercedes Perna ricorda le parole di toto Wolff a proposito del concetto di ala anteriore:

Noi (Mercedes) abbiamo un concetto di ala anteriore diverso da quello Ferrari, che sul breve periodo poteva dare meno vantaggio, ma che abbiamo considerato potesse dare più vantaggio nel lungo periodo.

Tuttavia, secondo il redattore della Gazzetta dello Sport, sebbene la famigerata ala anteriore possa rappresentare una delle chiavi del problema, non è purtroppo l’unico elemento deficitario della vettura. Difatti, se il tutto fosse riconducibile a questo, è verosimile ipotizzare che si sarebbe già trovata una soluzione nel corso delle prime cinque gare.

Certo, è quantomeno bizzarro pensare che quello che doveva rappresentare uno dei punti di forza della vettura sia ora un elemento negativo. Soprattutto perché da più parti questo concetto di ala che pulisce i flussi d’aria dalle ruote anteriori era stato giudicato un’idea vincente. Oltre a ciò bisogna considerare che un altro fattore di criticità è dato dal bilanciamento tra front end e retrotreno della vettura, che sulla SF90 si presenta tutt’altro che ottimale e che costituisce un’enorme difficoltà in fase di sviluppo.

Tutto questo non fa che amplificare e legittimare la lapidaria dichiarazione di Binotto secondo la quale la Ferrari sarebbe sbagliata concettualmente. A tal proposito Perna interviene:

[Dire di] aver sbagliato auto concettualmente è una grandissima ammissione di debolezza e fa capire che la situazione è molto grave e critica perché una simile dichiarazione arriva quando si sono tentate tante cose, tante strade, senza trovare risultati. Io mi auguro che non sia così e che già da Montecarlo si possa invertire la rotta[…] Altrimenti significherebbe inseguire la competitività per tutta la stagione e ritrovarsi a fronteggiare grandi delusioni che nessuno si augura. Soprattutto dopo il 2017 e il 2018 dove la macchina era davvero competitiva.

Probabilmente, puntualizza ancora Perna, dando per certa la carenza da parte di Ferrari, va comunque considerata la crescita esponenziale di Mercedes. Questo getta una luce ancora peggiore sulle prestazioni negative della Rossa, ingigantendone i problemi più di quanto realmente non lo siano. L’avversario ha alzato enormemente l’asticella e Ferrari non riesce a tenere il passo. Serve dunque un duro lavoro di correzione del progetto che consenta alla vettura di Maranello di non vivere questo campionato nell’ombra di una Mercedes che mai come ora appare imbattibile.


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Veronica Vesco

Milanese, una laurea in lettere, tanti sogni nel cassetto. Amo scrivere e sono appassionata di Formula 1. Tenuta a battesimo dalle gesta di Gilles, seguo i gran premi fin da quando ero bambina. Ferrarista per tradizione più che per vocazione, subisco il fascino del pilota e delle sue imprese piuttosto che identificarmi in una squadra.

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