F1 | L’ala anteriore Ferrari: Dove guadagna e dove perde

F1 | Due GP dono pochi per potersi fare un’idea chiara delle prestazioni e caratteristiche delle vetture ma alcuni particolari però potrebbero confermare quanto era stato da noi anticipato e ipotizzato sin dai primi test invernali.


Da quando l’Alfa Romeo e la Ferrari hanno svelato le loro ali anteriori si è sollevato, intorno a queste appendici, un forte interesse per cercare di comprendere esattamente il loro funzionamento e gli eventuali vantaggi. Un sistema di ala anteriore che, come avevamo già spiegato in questo link https://www.f1sport.it/2019/03/f1-ferrari-e-mercedes-e-un-battito-dali/, sposta verso l’esterno i flussi dell’aria per migliorare l’efficienza aerodinamica della vettura e consentire al posteriore di lavorare con un flusso d’aria più pulito e meno disturbato.

Questa scelta tecnica dovrebbe quindi migliorare il drag della vettura nella percorrenza dei tratti ad alta velocità e aiutare il posteriore che lavorerebbe con un flusso d’aria meno disturbato e più pulito. Allo stesso tempo però questo comporterebbe un minor carico sull’asse anteriore nelle zone miste (certo in parte recuperabile da qualche grado in più d’incidenza alare ma non sufficiente a recuperare il carico generabile dal un’ala “piena” e non “sfinata” verso l’esterno).

Ricordiamo inoltre come un’ala anteriore più o meno scarica possa influenzare tutto il comportamento della vettura e del suo bilancio complessivo. Se c’è meno carico all’anteriore si deve scaricare anche il posteriore per non spostare troppo il centro di pressione verso di esso, e mantenere di fatto la vettura ben bilanciata.

Dopo la gara Australiana, infatti, era sorto il dubbio che, oltre a molti altri problemi di varia natura che hanno rovinato la prestazione della Ferrari, ci fosse la difficoltà della SF90 di generare un elevato carico nelle piste più tortuose. Un’ala, quindi, che favorirebbe il comportamento della Rossa sulle piste da basso o medio carico ma che la penalizzerebbe su quelle da alto carico. Ovviamente il discorso potrebbe essere inverso nel caso della Mercedes.

Se si guarda al Bahrain la vettura del team di Maranello, risultava essere decisamente più performante nel primo settore, quello dove si percorre il rettilineo principale ad alta velocità e dove è presente un secondo rettilineo dopo la prima variante. Tratto dove sono presenti anche due staccate impegnative dopo i rispettivi allunghi, caratteristica che esalta ancor di più le prestazioni della Ferrari, dotata del miglior sistema frenante presente in F1. Tratti quindi , dove l’ala anteriore potrebbe svolgere al meglio la propria funzione.

Osservando infatti i migliori intertempi ottenuti in Bahrain si nota come Ferrari sia stata, come abbiamo detto in precedenza, più veloce nel primo settore, ma come le prestazioni siano invece molto similari alla Mercedes (Ferrari sempre leggermente più veloce) nel secondo settore. Nel terzo infine la Ferrari ritorna ad essere più veloce della Mercedes, seppur non come nel primo tratto.

In Cina quindi ci si può aspettare una gara similare a quella vista in Bahrain essendo i due tracciati molto similari, dotati entrambi di buoni allunghi e di una porzione di pista tortuosa e più guidata.



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Antonio Granato

F1 Freelance Technical Analyst - AME-Aircraft Maintenance Engineer - Ideatore e Coordinatore di F1sport.it - Ideatore e radio-conduttore di #PitTalk - Blogger ilfattoquotidiano.it - collaboratore di Autosprint Twitter: @antoniogranato

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