F1 | Guido Schittone: “L’halo in situazione di emergenza criticità ulteriore”

L’halo ha fatto la sua parte nell’incidente di Nico Hulkenberg nel GP di Abu Dhabi. Tuttavia sono emersi alcuni limiti riguardo questo componente della monoposto di F1. Guido Schittone ha detto la sua a riguardo ai microfoni di Pit Talk.

L’halo è stato senz’altro tra i cosidetti “protagonisti” dell’ultimo GP stagionale ad Abu Dhabi. Nel corso del primo giro della corsa il pilota della Renault si è toccato con la Haas di Grosjean alla curva nove, con Hulkenberg che è finito capottato contro le barriere. In quel frangente l’halo ha dimostrato l’utilità in termini di sicurezza in pista. Tuttavia dall’altro lato sono emersi alcuni limiti del componente, perchè Hulkenberg si è ritrovato bloccato dentro la vettura.

Sino a quando i commissari di pista non hanno rimesso a terra la monoposto, c’è stato un principio d’incendio che ha destato preoccupazione, con Hulkenberg che via radio informava il suo muretto di tale pericolo.

Ora viene da chiedersi, l‘halo è davvero la soluzione giusta in termini di protezione per la testa del pilota? Sull’argomento è intervenuto ai microfoni di Pit Talk il giornalista di Motorsport.it Guido Schittone.

“Questo incidente ha dimostrato che quando due vetture si toccano ruota posteriore con ruota anteriore c’è bisogno di una protezione, come accade negli Stati Uniti, al retrotreno. Perchè se no, le vetture si ribaltano. Ed in secondo luogo l’halo in una situazione di assoluta emergenza potrebbe rappresentare una criticità ulteriore.”

E per situazione di assoluta emergenza si può fare l’esempio del principio d’incendio in una monoposto capovolta. Poichè pochi secondi in più al pilota dentro l’abitacolo in caso d’incendio potrebbero essere fatali. Nonostante l’enorme sicurezza presente in una vettura di F1, è impensabile affermare che il rischio d’incendio non possa avere delle conseguenze gravi, sia al pilota che ai commissari di pista.

Poi Schittone afferma di non essere mai stato un gran sostenitore dell’halo. Il giornalista di Motorsport.it ha espresso alcune sue idee sulle modifiche tecniche da apportare eventualmente in F1.

“Si possono raggiungere delle altre soluzioni attraverso però un cambio anche della forma delle monoposto. Oppure cercare di creare un halo che sia differente. Mettiamo una grande carenatura di fronte al pilota, ma che lasci libero il pilota in casi di emergenza di slacciarsi le proprie cinture ed uscire dalla monoposto.”

Forse il sistema dovrebbe essere rivisto dalla FIA. Al fine di evitare che si rischi di tornare indietro in termini di sicurezza del pilota in pista. L’incidente occorso ad Abu Dhabi ad Hulkenberg speriamo che porti consiglio ai tecnici della Federazione. D’altronde, la sicurezza dei piloti in pista prima di tutto il resto.

Alberto Murador


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Alberto Murador

Ciao a tutti, il mio nome è Alberto e la mia più grande passione sino dall'età di sette anni è stata la F1, ma poi ho cominciato ad appassionarmi di tutto il mondo del motorsport. Tifoso ovviamente della Ferrari, orgoglioso del " made in Italy ".

  • Gabriele Dal Canto

    Ho sostenuto la stessa identica cosa il primo giorno che fu presentato Halo. In caso di ribaltamento e principio di incendio, più grande di quanto accaduto nell’incidente di Hulk, il pilota è imprigionato nella vettura e non ha modo di uscirne con le proprie forze… oltretutto se accade in un punto della pista dove i commissari impiegano 2 o 3 secondi in più per arrivare a soccorrere potrebbe accadere una disgrazia… Halo è stato inserito per incidenti tipo Bianchi… che accadono 1 volta ogni 20anni… e ad oggi, imparata la lezione a scapito della vita del povero Jules, non accadranno più…

    • rpm86

      Come ha detto Schittone, la soluzione giusta è quella di rivedere l’halo. Modificarlo per renderlo più sicuro ancora!

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