F1 | Donnini: “Alonso stufo di prendere schiaffi”

Mario Donnini è intervenuto ai microfoni di Pit Talk parlando del ritiro di Fernando Alonso. Secondo il giornalista di Autosprint più che di un addio si tratterà di un arrivederci, poiché la scelta di allontanarsi dalla Formula 1 non è dettata dalla volontà di mollare, quanto unicamente dall’impossibilità di avere a disposizione una vettura competitiva.

Mario Donnini, ospite a Pit Talk, ha parlato del ritiro di Fernando Alonso. Con schiettezza e lucidità il giornalista umbro analizza la questione dapprima facendo una digressione sul rapporto tra lo spagnolo e la Ferrari.

È opinione condivisa da molti quella secondo la quale Alonso quest’anno avrebbe sicuramente portato la Rossa a vincere. Flavio Briatore, al solito disarmante e provocatore, sposa in pieno questa tesi. Donnini a riguardo è più cauto, perché se da un lato riconosce al manager piemontese il merito di riuscire ad esprimersi sempre in toni che fanno discutere e di non essere mai banale, dall’altro ricorda quanto il rapporto tra il campione Asturiano e Maranello fosse ormai divenuto logoro e irrecuperabile.

Il motivo, secondo Donnini, è da ravvisarsi in una perdita di fiducia reciproca che non ha permesso a un binomio sulla carta vincente di instaurare un rapporto di collaborazione fruttuoso. Le singole individualità, pur dotate entrambe di enorme potenziale, non sono riuscite a trovare la simbiosi perfetta. E questo ha portato alla rottura totale, con Alonso che si lamentava della Ferrari, a suo parere non abbastanza sollecita nel seguirlo e nel proporre soluzioni vincenti, e con la Ferrari stessa che lo ha accusato di non essere uomo squadra.

In altre parole si è reso necessario un cambiamento, per questo è impossibile sostenere a priori che Fernando, con la stessa Ferrari di Sebastian sarebbe stato in grado di vincere. È mancato soprattutto, a monte, un discorso di tranquillità e di reciproca fiducia. Tutto sommato, sottolinea Donnini, esistono delle alchimie molto delicate e molto particolari in ogni rapporto, lavorativo come personale. Semplicemente nel caso di Alonso e della Ferrari, questo non si è verificato. O meglio, la fiamma ad un certo punto si è spenta, lasciando spazio a tensioni e malumori. Malumori che purtroppo hanno costretto lo spagnolo a cercare altri lidi, con esiti disastrosi per la sua carriera.

Tuttavia, secondo Donnini, quello di Alonso sarà solo un arrivederci:

C’è un equivoco di fondo. Alonso non ha mai dato l’addio alla Formula 1. Non lo ha mai detto né sottolineato. Alonso ha dato addio a una fase. Ha voluto concludere una fase politica e sportiva che lo aveva visto all’angolo.

Secondo il giornalista di Autosprint, Fernando, stremato da anni in balia di una monoposto non competitiva e addirittura ridicola, ha scelto di fare un passo indietro, ma non in modo definitivo. Prova ne è infatti che non si tratta di un vero ritiro dal mondo delle corse, in quanto l’Asturiano continuerà a gareggiare nel Wec fino a giugno con la Toyota e soprattutto disputerà nuovamente la 500 Miglia di Indianapolis.

Alonso ha ancora fame di vittoria, e ciò non è del tutto compatibile con l’idea di un pilota realmente intenzionato all’addio. Sempre Donnini afferma:

Questo [Alonso] si è tirato indietro perché non ha la macchina giusta. A 37 anni si è stufato di prendere schiaffi in mondovisione e di diventare l’opinionista dei team radio. Allora dice: ‘Sto un anno fuori. Il primo top team che resta senza pilota… Io sono libero!’

L’ipotesi, difficile per quanto suggestiva, sembrerebbe essere avallata anche da Flavio Briatore, che, in un video da lui realizzato e postato sui social in occasione del ritiro di Fernando, pronuncia la seguente frase sibillina:

17 anni. E non è finita. Al prossimo anno… Fra due anni.

Ecco il video:

Volontà di provocare? Necessità di far parlare? Quel che è certo è che l’addio di Alonso non convince quasi nessuno. E forse neppure Alonso stesso, che ancora ha molto da dare e qualcosa da ricevere. Dalla Formula 1 e dalla sorte.

 


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Veronica Vesco

Milanese, una laurea in lettere, tanti sogni nel cassetto. Amo scrivere e sono appassionata di Formula 1. Tenuta a battesimo dalle gesta di Gilles, seguo i gran premi fin da quando ero bambina. Ferrarista per tradizione più che per vocazione, subisco il fascino del pilota e delle sue imprese piuttosto che identificarmi in una squadra.

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