F1 | Bottas: stagione da dimenticare, pilota da ritrovare

 

Bottas è il bersaglio preferito delle facili ironie, icona del pilota servile, a disposizione della grande armata Mercedes. Bottas è la personificazione del perfetto gregario, quello che fa il lavoro sporco e si attira l’antipatia delle tifoserie avversarie nonostante l’aspetto bonario. Eppure Bottas è anche un professionista solido, capace di ottime prestazioni. Un pilota che andrebbe recuperato e motivato.

Valtteri Bottas gira nei test di Abu Dhabi. Giro dopo giro si mette a disposizione per testare, per analizzare, per raccogliere dati. Lo fa con professionalità e dedizione. Lo fa cercando di mettersi alle spalle un’annata da dimenticare.

Lo fa come se ancora inseguisse quella vittoria che in questo 2018 gli è mancata. O meglio, che gli è stata sottratta in virtù di inopportuni e ridondanti giochi di potere. Lo fa tentando di dimenticare la comparsa dell’ennesima ingombrante presenza, quell’arrembante Ocon aggressivo, talentuoso e pronto a tutto pur di confermare il suo status di pilota Mercedes finalmente ai piani alti.

Tante le ombre che Valtteri deve affrontare, tanta la negatività che aleggia attorno a lui e che sarebbe opportuno fugare.

Le critiche da parte della stampa evidenziano il suo atteggiamento esageratamente remissivo, sottolineano l’impietoso confronto con l’Hamilton migliore di sempre, calcano la mano sulla penuria di punti raccolti con una Mercedes campione del mondo. Quinto nel campionato piloti.

L’ennesima onta, una porta chiusa in faccia che fa ancora più male se si considera l’esiguo distacco da Raikkonen, terzo in classifica a più quattro punti e da Verstappen, che lo ha sopravanzato ad Abu Dhabi per sole due lunghezze. Sarebbe bastata la vittoria di cui è stato ingiustamente privato a Sochi per arrivare sul podio. E invece Bottas si è dovuto fare da parte, accontentarsi al solito delle briciole lasciate dall’asso pigliatutto.

Anche Mario Donnini, intervenuto lunedì ai microfoni di Pit Talk, ha rimarcato quanto sia ingiusta la scarsa considerazione mostrata nei confronti di Bottas e la propensione ad attaccarlo e a denigrarlo neanche fosse un pilota mediocre.

Valtteri, secondo il giornalista di Autosprint, è libero di esprimersi solo nel corso delle prove e, più raramente, in occasione delle qualifiche. Nonostante questo, fa notare Donnini:

“Una volta ogni cinque gran premi riesce a stare davanti a Hamilton. In gara questo non succede perché lui ha limiti contrattuali”

E in effetti i fatti di Sochi danno ragione al giornalista umbro, che ricorda tra l’altro quanta sfortuna abbia avuto Bottas anche a Baku, quando una foratura a pochissime tornate dal termine lo privò di un sicuro e meritatissimo successo. Due vittorie che avrebbero potuto cambiare il volto di una stagione amara, con lo stesso Bottas che ammette: “Era iniziata bene, poi è stata una caduta libera”. Il finlandese si dice addirittura contento che quest’annata sia finita poiché:

È stato un anno piuttosto difficile dal punto di vista mentale. Mi serve una pausa. Mi aspettavo di più. Ricevere il premio (per il maggior numero di giri veloci ottenuti in gara n.d.r.) riporta un po’ di ricordi positivi riguardo a quest’annata e dimostra anche che ho avuto un passo assolutamente dignitoso in gran parte delle gare.

È sincero Valtteri nell’ammettere di aver disputato un annata sottotono, ma allo stesso tempo, sommessamente ed educatamente, ricorda l’unico traguardo di cui si può fregiare e che dimostra quanto lui sia un pilota concreto e affidabile. Un po’ troppo poco, certo, rispetto alle aspettative, al mezzo e anche alla potenzialità. Ma comunque un piccolo punto di partenza, uno spunto da cui trarre forza in attesa di un 2019 più generoso. E, si spera, anche di un team più generoso. Toto Wolff a parole difende il suo pilota e lo sprona, dicendo di lui:

Quando non hai più opportunità di lottare nel mondiale e sai di doverti arrendere questo è qualcosa che ti danneggia dal punto di vista mentale. Spero non sia il caso di Valtteri. Lui dice di no, perché si considera un finlandese forte e guerriero. Nel corso dell’inverno dovremo recuperarlo e riportarlo in una buona posizione.

Recuperare Bottas. Certamente alla Mercedes non può mancare l’apporto di un pilota così solido, maturo e concreto. Per questo il finlandese va motivato, anche a costo di lasciargli una maggiore libertà di azione. Solo così potrà risalire nella “buona posizione” che auspica Toto. La posizione che gli compete e che non farebbe fatica a conquistare al netto dei continui sacrifici.

 


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Veronica Vesco

Milanese, una laurea in lettere, tanti sogni nel cassetto. Amo scrivere e sono appassionata di Formula 1. Tenuta a battesimo dalle gesta di Gilles, seguo i gran premi fin da quando ero bambina. Ferrarista per tradizione più che per vocazione, subisco il fascino del pilota e delle sue imprese piuttosto che identificarmi in una squadra.

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