F1 | Vettel campione di “umiltà” rende onore a Hamilton

Vettel ha perso. Contro Hamilton, contro se stesso. Ha perso attaccando, sempre e comunque, a dispetto della logica e dell’opportunità. Ha perso consensi, tifosi, sostenitori. Ma ha perso con onore, non perdendo la voglia di lottare e trovando la forza di onorare il vincitore.

Vettel ha perso tutto. Il mondiale, il confronto, la credibilità. Vettel è un vinto. Ma trova la forza, anche nel suo giorno più nero, di rendere onore al vincitore. Lo fa con genuina semplicità appena dopo la gara, quando raggiunge Hamilton per omaggiarlo, per festeggiarlo. E per avvertirlo:

Gli ho detto di godersi questo momento. Il quinto titolo è qualcosa di incredibile. Gli ho chiesto di continuare a spingere il prossimo anno e di essere nuovamente al top perché voglio sfidare il miglior Hamilton.

Lo fa con umiltà, entrando nella tana del lupo, andandosi a complimentare con tutto il box Mercedes. Ammette che Lewis è stato il migliore. Nessun giro di parole e una lucida analisi, pur nel pieno di un vivo sconforto. Il “momento orribile” di Sebastian si manifesta in Messico, perché questa gara sancisce la fine dei giochi. Vettel ci ha creduto, fino al momento della bandiera a scacchi. Ha creduto all’impossibile, ha sperato nell’impensabile. Contro ogni logica, anche se la matematica contribuiva ad alimentare una flebile, residua possibilità. Irrazionale e impetuoso, il tedesco ha dato tutto. Il meglio e il peggio di sé, distribuiti in egual modo. La volontà estrema di provarci fino in fondo e di non darsi mai per vinto. La follia sterile di errori grossolani e reiterati.

Vettel è sconfitto, ma cerca comunque di trovare una luce che possa illuminare il buio dal quale si sente avvolto:

Dobbiamo trarre degli insegnamenti positivi da queste lezioni, siamo un gruppo di talento e abbiamo un enorme potenziale. Continueremo a dare il massimo e cercheremo di battere la Mercedes nel campionato costruttori.

Un’altra impresa impossibile, un’ultima sfida che Sebastian si sente di cogliere per portare sul tetto del mondo quella “macchina rossa” che ribadisce essere “la macchina dei suoi sogni”. Una dichiarazione d’amore sincera, forte, totale, a maggior ragione perché arriva nel momento più doloroso da accettare. Vettel infatti sottolinea come non ci si senta mai pronti ad accogliere la sconfitta, anche quando questa può apparire in un certo senso metabolizzata. Parla di un sentimento di “vuoto”. Una sfida che lo ha corroso, scavando nella sua interiorità ben più di quanto lui si aspettasse. Ben più di quanto noi ci aspettassimo e ci dimostrassimo disposti a capire.

Fuori la festa di Hamilton, immenso e infallibile. Dentro il vuoto di Vettel, intimo e fallace. Eppure c’è ancora spazio per un sogno, per il bisogno d’invertire la rotta. Da qui alla fine dell’anno. Dal finale di stagione a un nuovo inizio. Perché l’anno prossimo Sebastian è chiamato a scrivere un altro capitolo. Che racconti la sua riscossa e la sua rinascita. O più semplicemente che contribuisca a riempirlo. Di gioia e di vittorie. Al ritmo di una cavalcata rossa che ci auguriamo finalmente inarrestabile.


1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars (1 votes, average: 5,00 out of 5)
Loading...

Veronica Vesco

Milanese, una laurea in lettere, tanti sogni nel cassetto. Amo scrivere e sono appassionata di Formula 1. Tenuta a battesimo dalle gesta di Gilles, seguo i gran premi fin da quando ero bambina. Ferrarista per tradizione più che per vocazione, subisco il fascino del pilota e delle sue imprese piuttosto che identificarmi in una squadra.

Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com