F1 | Suzuka: per Mercedes tutto facile in Giappone

Mercedes: una vittoria scontata, ampiamente alla portata. A Suzuka iniziano i saldi di fine stagione: Hamilton si accaparra una pole position quasi gratuita grazie al pasticcio Ferrari, che non consente ai suoi piloti di lottare in Q3. In gara il successo diventa una formalità, grazie all’occasione offerta da Verstappen: due Ferrari fatte fuori al prezzo di una sola, risibile penalità. E ora l’inglese è pronto a chiudere l’affare Mondiale.

Mercedes al comando, Ferrari allo sbando. Nulla di nuovo sotto al sole e nemmeno sotto alla pioggia di Suzuka. Hamilton scatta dalla pole, e si rende autore di una buona partenza. Anche Bottas è capace di un ottimo spunto, che gli consente di difendersi dall’attacco di Verstappen e di arginarlo senza troppi problemi. Nelle retrovie la gara si accende, ma le Frecce d’Argento paiono involarsi con tranquillità verso una prevedibile doppietta finale. Neppure l’ingresso della safety car, intervenuta nel corso del quarto giro in seguito alla collisione tra Charles Leclerc e Kevin Magnussen,  rappresenta un ostacolo per le Mercedes, che riescono a gestire la ripartenza senza alcun problema.

Mentre si consumano i drammi Ferrari, le Mercedes affrontano la gara in totale serenità, con Hamilton a dettare il passo, intento più che altro a controllare e a gestire. Strategia conservativa anche quella adottata per il cambio gomme, con la scelta della mescola più dura a disposizione, la medium, per entrambi i piloti rientrati ai box nel corso del ventiquattresimo (Bottas) e venticinquesimo (Hamilton) giro.

L’impressione è che la Mercedes vista a Suzuka abbia disputato la gara molto al di sotto delle reali possibilità, consapevole dell’enorme vantaggio venutosi a creare grazie alla débacle Ferrari. Bottas in particolare ha tirato i remi in barca al punto che, nel finale, ha dovuto fronteggiare gli attacchi di Verstappen. L’olandese è andato molto vicino al sorpasso, grazie a un piccolo errore di Bottas e alla complicità involontaria offerta da qualche doppiaggio. Tuttavia la grinta del pilota Red Bull non è stata sufficiente per avere la meglio sul finlandese e sulla sua vettura.

Così la Mercedes si invola verso una facile doppietta, guardando ad Austin con fiducia, nonostante la cautela espressa nelle dichiarazioni post gara. Toto Wolff al solito ha rimarcato come la gestione della gara, ancorché esente da particolari problematiche, si sia rivelata comunque più complicata del previsto e parla di sofferenze dovute al blistering, evidenziate in particolar modo sulla vettura di Valtteri Bottas. Anche Lewis Hamilton suggerisce di “non cantare vittoria troppo presto”, ma poi ammette:

Non mi immaginavo uno scenario così, né prima né dopo l’estate. Certo, uno sogna sempre di trovarsi in questa condizione e cerca di fare tutto ciò che è necessario per raggiungere questi obiettivi. Quest’anno abbiamo dovuto lottare fin dall’inizio e, in effetti, nelle prime gare non andavamo così bene.

Hamilton in parte è stupito, sia dai progressi compiuti dalla Mercedes, ma soprattutto dall’involuzione della Ferrari, che, nello spazio di tre gare, ha fatto registrare un gigantesco passo indietro nei confronti dei rivali. Euforico e soddisfatto, non manca di ringraziare il team per il lavoro svolto:

È stato uno show, un weekend indimenticabile, è stato tutto fantastico. L’intero fine settimana è stato molto intenso, la macchina andava veramente bene e sono riuscito a gestire le gomme ed il ritmo. Ho fatto una gara in solitaria e sono molto felice. Sono davvero fiero del lavoro compiuto dal mio team. Si è notato un cambio di passo e di gestione della macchina, sia da parte della squadra che da parte mia. Ho sempre sognato in grande e sono diventato più forte grazie a questi miglioramenti.

Hamilton sogna in grande e vuole correre sempre da grande. Implacabile e insaziabile al punto che ieri è rimasto contrariato dall’impossibilità di mettere a segno un ulteriore grand chelem. Vettel, in un rigurgito di orgoglio disperato, gli ha rubato il giro veloce. Una magra consolazione per il tedesco e per le ambizioni Ferrari. Quasi un affronto per Lewis, che vuole dominare prendendosi tutto. Titolo e onori. Vittorie e allori. Consacrazioni e soddisfazioni.


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Veronica Vesco

Milanese, una laurea in lettere, tanti sogni nel cassetto. Amo scrivere e sono appassionata di Formula 1. Tenuta a battesimo dalle gesta di Gilles, seguo i gran premi fin da quando ero bambina. Ferrarista per tradizione più che per vocazione, subisco il fascino del pilota e delle sue imprese piuttosto che identificarmi in una squadra.

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