F1 | Leclerc: aspettative alte ma c’è un rischio

Charles Leclerc sarà indubbiamente l’osservato speciale per la prossima stagione di F1. Il monegasco ha già le idee molto chiare per il suo prossimo futuro. Il suo obiettivo è fare bene e vincere il mondiale ma non esclude la possibilità di un passo indietro se i risultati non dovessero arrivare. 

 

di Francesco Svelto |

 

Una gavetta di assoluto successo per Charles Leclerc, trionfatore in tutte le categorie minori. Quest’anno una buona stagione d’esordio con la Alfa Romeo Sauber, l’anno prossimo sulla vettura forse più competitiva del lotto. Sarà il secondo più pilota più giovane della storia ad esordire sulla Rossa di Maranello. E’ il compimento del lavoro svolto dalla Ferrari Driver Academy che vede nell’approdo a Maranello la sua ultima fase. Cosi come è il compimento anche della volontà di Marchionne, che ha voluto fortemente spingere sul talento del giovane monegasco.

Un futuro tutto da costruire con la sua abilità, la sua velocità, (si dice già un gran bene in giro, con i tecnici Ferrari che pare restino estasiati ogni qual volta analizzavano i dati della telemetria di Leclerc) e la sua intelligenza tattica. Uno status pari a quello del blasonato compagno di squadra, Sebastian Vettel, e l’appoggio incondizionato di una squadra a cui è affettivamente legato e che conosce bene. L’obiettivo – lo ha dichiarato di recente – è il titolo mondiale!

 

Tuttavia, nonostante il ragazzo sostenga di non sentire la pressione – Leclerc è sempre apparso come mentalmente consistente e caratterialmente maturo – è fuori discussione che qualche punto di attenzione ci possa essere: l’ambiente nettamente diverso rispetto alle categorie minori ed alla realtà svizzera, il poco tempo a disposizione qualora i risultati dovessero farsi attendere.

Charles ne è consapevole. Ecco perché – forse anche con un eccesso di prudenza – il monegasco non esclude un passo indietro qualora le cose non dovessero andare come da programma:

“So che uno dei grossi punti di domanda per gli appassionati è se io sia pronto o meno. Ovviamente non è una risposta che posso dare ma penso che si possa guardare a quello che ha fatto Hamilton nel suo primo anno in F1.

Sono convinto che se un pilota ha le qualità per occupare un sedile nel circus, allora può essere già pronto anche dalla prima stagione anche se, chiaramente, l’esperienza è sempre un fattore positivo.

Se nel 2019 non dovessi conseguire i risultati necessari per restare in Ferrari, allora penso che sarebbe normale se mi retrocedessero perché vorrebbe dire che non mi merito quel volante. Questo è il modo in cui la vedo io.

Se farò il giusto lavoro, se lavorerò nella direzione corretta, allora le prestazioni arriveranno. Ovviamente, adesso c’è anche molta più attenzione mediatica, il che sarà ulteriormente incrementata dal fatto di correre per la Ferrari. Ma alla fine il programma di lavoro sarà più o meno lo stesso e di sicuro mi abituerò presto alle procedure del team.

Non andrò in Ferrari per imparare perché già in questa stagione ho corso un ottimo campionato in cui ho potuto imparare molte cose. Il prossimo anno dovrò invece ottenere risultati, il che è quello che dovresti fare quando guidi una monoposto di vertice. Non sto dicendo che non ho più nulla da imparare perché, ovviamente, ho ancora tante cose da apprendere e ci sono tanti aspetti in cui posso migliorare. Ma, di certo, l’anno prossimo sarò molto più pronto di quanto non lo fossi a inizio 2018”.

 

Francesco Svelto


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Francesco Svelto

Non un tifoso della F1... ma un appassionato di tutto ciò che è pure-racing a 4 ruote! Nota bene, ho scritto "pure-racing".

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