“Surriscaldamento gomme non gradito ai piloti” – Mario Isola

Mario Isola a Pit Talk ci ha parlato del difficile equilibrio da mantenere tra degrado e surriscaldamento della mescola. Se da un lato maggior degrado genera una maggiore differenziazione delle strategie, dall’altro il surriscaldamento superficiale non è gradito ai piloti, soprattutto in fase di sorpasso. 

di Francesco Svelto |

Ascolta “F1 – Pit Talk puntata n°143” su Spreaker.

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Tra i numerosi argomenti trattati da Mario Isola, ieri nostro graditissimo ospite a Pit Talk, è stato toccato anche quello relativo alla presunta eccessiva durezza delle mescole del 2018 se paragonate a quelle dello scorso anno.  Sebbene Montecarlo non faccia testo a causa della assoluta unicità della conformità del tracciato, tanti tifosi ed appassionati si son chiesti come mai, appena pochi giorni fa, si potessero fare cosi tanti giri con le mescole più morbide della gamma.

Mario Isola ci ha spiegato come in Pirelli dall’anno scorso ad oggi “[…] abbiamo cercato di aumentare il livello di degrado delle mescole perchè questo genera il cosiddetto “crossover” e, di conseguenza, una possibilità di differenziazione delle strategie di gara da parte dei team!”.

Mario Isola, quindi, ci spiega come il fattore degrado sia il nocciolo della questione:

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Il degrado è strettamente legato al surriscaldamento superficiale – o overheating per dirla all’inglese – ma questo aspetto non è gradito ai piloti perchè si verifica soprattutto nel momento in cui essi si trovano in fase di attacco per superare chi gli sta davanti. Ora, andare su mescole che degradano troppo significa renderle sempre più sensibili a questo surriscaldamento superficiale. Quindi se da un lato potremmo generare diverse strategie a causa del degrado più importante, dall’altro andremmo a scontentare i piloti – e anche i tifosi – perchè si vanno a disegnare mescole che vanno a perdere prestazioni mentre il pilota attacca!”

“Si tratta della ricerca di un equilibrio molto sottile. I nostri ingegneri stanno provando a cercare di minimizzare il surriscaldamento andando ad aumentare un pochino il degrado in modo da creare più spettacolo vero e non falsato da situazioni estreme create ad arte (ovvero cliff improvvisi dovuti all’eccessivo degrado, n.d.r.). E’ un obiettivo difficile da raggiungere, assolutamente non banale!”.

Si va verso Montreal. Anche sul tracciato canadese Pirelli ha messo a disposizione dei piloti la mescola Hyper-Soft che ha debuttato ufficialmente a Montecarlo (vi proponiamo sotto le scelte dei piloti per la gara del prossimo weekend). Si tratterà però di una pista completamente diversa, caratterizzata da stress soprattutto longitudinali, come ha spiegato lo stesso Isola, dovuta alle repentine accelerazioni ed alle forti frenate che caratterizzano il tracciato. Chi userà la mescola più morbida della gamma sarà consapevole che non avrà le stesse performance di durata ottenute una settimana fa nel Principato.

 

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Francesco Svelto


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Francesco Svelto

Non un tifoso della F1... ma un appassionato di tutto ciò che è pure-racing a 4 ruote! Nota bene, ho scritto "pure-racing".

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