Montreal: Ferrari pronta a sfruttare i problemi Mercedes

Si accendono i riflettori sul GP del Canada a Montreal. Ferrari e Mercedes l’una di fronte all’altra per l’ennesimo scontro stagional. Frecce d’Argento che non potranno usare le loro unità propulsive evolute e Ferrari pronta a sfruttare l’occasione per massimizzare il guadagno in classifica mondiale. 

di Francesco Svelto |

 

Tra poche ore si accenderanno le prime luci verdi per dare il via, ufficialmente, alle prime prove libere che aprono il weekend del GP del Canada. La settima prova del mondiale sul tracciato di Montreal, un classico per la F1, si giocherà tutto su freni, potenza e motori.

E proprio su quest’ultimo aspetto la Mercedes ha fatto sapere nella giornata di ieri di aver avuto un problema – che potrebbe avere conseguenze forse più gravi del previsto data la natura del tracciato – che riguarda proprio le sue power-unit evolute che dovevano equipaggiare le vetture di Hamilton e Bottas e che invece non verranno utilizzate.

Ph: Massimo Bottazzi

Un problema sul controllo qualità di alcune componenti che ha costretto gli uomini in argento a riportare in fabbrica tali unità e montare quelle di prima generazione sulle due vetture ufficiali ma anche ai clienti. Non che l’evo-1 di Stoccarda sia da buttare, tutt’altro. Anzi, nonostante tali unità siano quasi al limite di chilometraggio (sono quelle usate da Melbourne), nei test hanno mostrato una affidabilità mostruosa.

Alcuni sostengono che data l’architettura dei motori moderni, queste evoluzioni previste nel corso dell’anno non diano poi tanto vantaggio. Magari è vero, ma il non avere una evoluzione programmata prorprio su un tracciato del genere, dove la potenza conta più che da altre parti, può essere un punto debole per Mercedes che Ferrari potrebbe/dovrebbe sfruttare per massimizzare il guadagno dei punti in entrambe le classifiche mondiali.

Anche la Ferrari ha programmato di portare qui una evoluzione del proprio motore. C’era grosso entusiasmo nei giorni scorsi e si era aperta la scommessa a chi indovinasse il numero di cavalli in più che Vettel – e non Raikkonen a causa del rischio penalità che già grava su di lui – avrebbe avuto a disposizione in Canada. Ma come vi abbiamo spiegato (link: Le modifiche Ferrari al nuovo motore) l‘incremento dei cavalli non è stato l’oggetto principale della prima evoluzione di Maranello, che ha puntato invece a poter spingere con più margine senza metterne a rischio la durata chilometrica dell’unità stessa. Niente 20 cavalli in più, insomma, ma un vantaggio che – unitamente alla situazione venutasi a creare a Stoccarda – potrebbe risultare molto utile.

 

Francesco Svelto


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Francesco Svelto

Non un tifoso della F1... ma un appassionato di tutto ciò che è pure-racing a 4 ruote! Nota bene, ho scritto "pure-racing".

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