Verstappen e gli altri: due pesi e due misure?

Max Verstappen: due gare, due incidenti. Polemiche roventi dopo quanto accaduto a Shanghai e Baku che hanno visto protagonisti (incolpevoli?) Sebastian Vettel e Daniel Ricciardo, ma analizzando gli episodi probabilmente la critica nei confronti del figlio d’arte olandese sembra essere oltremodo esagerata, se si considerano altri episodi simili, decisi in maniera diversa dai commissari.

Partiamo dall’inizio: a Shanghai, Verstappen compie un errore di valutazione nell’infilarsi all’interno di Sebastian Vettel e nella frenata stacca più lungo rispetto al ferrarista, quando in realtà era già entrato in traiettoria (la regola direbbe che nel momento in cui le ruote anteriori di chi segue affiancano le ruote posteriori di chi precede bisogna lasciare spazio), portando al contatto e al contemporaneo testacoda dei due. Risultato: gara buttata per entrambi, con penalizzazione di Max che scivola dal quarto al quinto posto, mentre Sebastian finisce al nono. Giusto o sbagliato? L’olandesino e il team Red Bull hanno accettato la decisione dei commissari, ma allora che dire di quanto accaduto due settimane dopo a Baku, quando Kimi Raikkonen spedisce fuori pista Esteban Ocon e, come se niente fosse, lo costringe al ritiro? Entrata aggressiva di Kimi, resistenza del francese, contatto e la Force India numero 31 viene spedita sulle barriere e deve dire addio alla gara.

Impossibile non vedere una similitudine tra i due episodi, ma mentre nel primo caso gli steward (di cui faceva parte Danny Sullivan) non hanno avuto dubbi nell’attribuire tutte le responsabilità a Verstappen, nel secondo si è addirittura giunti a bacchettare Ocon, reo di non aver prestato la dovuta attenzione all’ingresso in traiettoria di Raikkonen. Due pesi e due misure dunque, anche leggendo le motivazioni dei due provvedimenti: dettagliatissima quella di Baku, stringata quella di Shanghai che si limita a dire che la condotta di Max è stata meritevole di maggior censura rispetto a quella di Vettel nell’incidente. Proprio qui sta la discrasia tra le due decisioni che fa riflettere: come mai se Verstappen colpisce Vettel (peraltro non mandandolo fuori gara) non servono tanti motivi o tante spiegazioni per penalizzarlo e lo si decide subito, mentre se Raikkonen colpisce Ocon si è dovuto addirittura attendere fine gara, sentire i piloti e trovare una giustificazione al comportamento del ferrarista che ha spedito fuori gara il francese?

Volendo essere maligni fino in fondo (come disse Andreotti, a pensar male si fa peccato ma quasi sempre cvi si azzecca), si potrebbe pensare che la differenziazione del comportamento dei commissari (a proposito, a Baku c’era Tom Kristensen, uno che non è certo restio a comminare sanzioni esemplari) sia dettata dai piloti e dalle scuderie su cui sono chiamati a decidere e la conferma a questo ragionamento verrebbe proprio da quello che è stato l’episodio più clamoroso e contestato della gara azera. L’incidente tra Max Verstappen e Daniel Ricciardo è stato infatti classificato come incidente di gara tale da costare solo una reprimenda ai due piloti della Red Bull, ma anche qui la scia di polemiche nei confronti dell’olandese (reo di aver chiuso due volte la porta in faccia a Ricciardo cambiando traiettoria) non si è certo fermata, anzi è aumentata di volume. A margine, si segnala che i due piloti hanno dichiarato di non aver intaccato il loro rapporto dopo l’incidente in questa intervista ad Autosport.

A parere di chi scrive, in linea con quanto deciso dai commissari di gara, la manovra di Verstappen sembra del tutto ininfluente per quello che riguarda i presunti cambi di traiettoria, fatti per trarre in inganno Ricciardo e indurlo all’errore e lo si vede anche dal camera-car, in cui i movimenti del volante risultano quasi inesistenti. Di certo, come direbbe Antonio Lubrano, sorge spontanea una domanda: come mai quando vengono coinvolti negli incidenti i piloti delle scuderie principali si ha sempre un occhio di riguardo nei loro confronti mentre se altri piloti di scuderie diciamo minori (anche se la Red Bull tale non è) vengono presi provvedimenti diversi, più in linea con il regolamento? Come sempre, ai posteri l’ardua sentenza…


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Cristian Buttazzoni

"Life is about passions. Thank you for sharing mine". (M. Schumacher) Una frase, una scelta di vita. Tutto simboleggiato da un numero, il 27 (rosso, ma non solo)

14 thoughts on “Verstappen e gli altri: due pesi e due misure?

  • 02/05/2018 at 15:18
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    Per me la prima parte dell’articolo è totalmente sbagliata, mi sembrano due incidenti del tutto diversi. In cina Verstappen non ha mai avuto le ruote anteriori avanti alle ruote posteriori di Vettel, né sul rettilineo e né ad inizio curva ma soltanto a metà curva proprio perché ha staccato più tardi, inoltre si vede che Vettel non fa la traiettoria ideale di curva ma lascia un po’ di spazio. A Baku invece Raikkonen sì che aveva le ruote posteriori a metà della vettura di Ocon sin prima della staccata per l’inserimento della curva, quindi secondo la regola citata ad inizio articolo, Ocon avrebbe dovuto lasciare più spazio anche perché Raikkonen non poteva portarsi più a sinistra per la presenza del muro.

    • 02/05/2018 at 16:06
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      ecco, proprio per questo io prima di scrivere mi sono rivisto i filmati di entrambi gli incidenti diverse volte… altrimenti non sarei arrivato a questa conclusione

      • 02/05/2018 at 16:28
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        Quindi se sei d’accordo che quello che ho scritto è proprio quello che si vede dai filmati non riesco a capire perché dovrebbero essere delle decisioni prese con due pesi e due misure per favorire un team piuttosto che un altro, anzi credo che almeno in queste due occasioni abbiano deciso coerentemente per ciò che è successo in pista a differenza di molte altre volte in F1.

        • 02/05/2018 at 17:15
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          no, ho detto l’esatto contrario, ovverosia che non sono d’accordo… ma è una mia opinione

    • 02/05/2018 at 17:37
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      la mia è un’opinione, quindi prendetela per quello che vale; se non siete d’accordo, liberi di pensarla diversamente da me

  • 03/05/2018 at 11:02
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    Quindi chi ha scritto questo articolo non ha notato che Vettel non ha chiuso ma si è trovato lo stesso Verstappen addosso per un errore di valutazone dell’olandese mentre Ocon ha palesemente chiuso Raikkonen e l’errore di valuazione in questo caso è stato di chisi trovava all’esterno. Raikkonen una volta che era entrato all’interno non poteva sparire. Verstappen nello scontro con Vettel invece aveva molto spazio all’interno ma era arrivato largo. Se Ocon non chiudeva in quel modo la curva la passavano entrambi indenni perchè Raikkonen non era lungo di traiettoria. Cosa centra che Ocon si è dovuto ritirare?! Le penalizzazioni non si dovrebbero mai dare in base alle conseguenze ma solo in base all’atto che si compie. Per quanto riguarda Verstappen ha rotto perchè è super recidivo, e anche questo nelle valutazioni dovrebbe contare. Non si può cambiare traiettoria più volte e lui lo fa sempre e non è mai stato punito. Anche senza incidente tale comportamento andrebbe punito.. 2 pesi e 2 misure si.. ma non certo come scrive costui.

    • 03/05/2018 at 23:53
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      io non ho disconosciuto l’errore di valutazione di Verstappen in Cina, ma non si può certo pensare che la sanzione debba essere applicata sulla base di una motivazione succinta. Verstappen ha preso 5 secondi di penalità e due punti sulla superlicenza (e ho anche scritto che in Red Bull nessuno ha fiatato) mentre, al contrario, su Raikkonen e Ocon è stata necessaria un’istruttoria completa e la motivazione per assolvere Raikkonen (e allora perché non dare una sanzione a Ocon?) è stata analitica. Io non la condivido, però vorrei che le motivazioni delle decisioni fossero scritte così, chiare e analitiche. Tornando al punto di prima, il ragionamento potrebbe essere invertito: se Ocon doveva fare attenzione a Raikkonen, allora anche Vettel avrebbe dovuto prestare attenzione all’arrivo di Verstappen… so che sembra assurdo come ragionamento, ma se vale in un caso a mio avviso dovrebbe valere anche nell’altro. Ribadisco, la mia è un’opinione e ciascuno è libero di non condividerla, comunque abbiamo aperto una bella discussione! E non mi sottraggo al confronto…

      • 04/05/2018 at 11:39
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        Cristian Buttazzoni è proprio questo il punto. Basta che ti rivedi i filmati e li confronti. Vettel ha lasciato un autostrada a Verstappen! Ocon ha chiuso.. Perciò non puoi paragonare le 2 cose. Sia in F1 che nel motomondiale si finisce sempre per paragonare incidenti completamente differenti. Non hanno dato sanzioni ad Ocon perchè l’hanno considerato tuttosommato un incidente di gara. Non esiste solo nero o bianco. Probabilmente hanno dato per assunto che Ocon non sia riuscito a vedere Raikkonen all’interno. E poi hanno chiuso un occhio per il semplice fatto che Ocon già ci aveva rimesso. cosa forse sbagliata ma spesso tengono conto anche di queste cose. Verstappen invece lo giudico anche nel complesso (ciò non toglie che nei 2 ultimi suoi incidenti sarebbe stato indubbiamente lui il colpevole anche senza fare questa considerazione). Lui da quando sta in F1 ne ha fatte troppe e si sarebbe ampiamente meritato qualche giornata di stop vista la sua recidività. Invece spesso neanche l’hanno minimamente punito.

        • 05/05/2018 at 01:05
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          Se avessero capito che Ocon non avesse chiuso Raikkonen non avrebbero scritto quella motivazione, avrebbero scritto “race accident” e festa finita… invece lo hanno bacchettato e quasi quasi lo sanzionavano pure… magari con 5 posizioni in meno sulla griglia di Barcellona o due punti in meno sulla Superlicenza. Poi comunque ci sarebbe stato anche da considerare dove avr5ebbe dovuto girare per fare la curva, visto che è abbastanza secca (90°) e stretta. Ma va bene, mettiamo che i commissari hanno ragionato correttamente e ben motivato la decisione… ma allora perché la sanzione a Verstappen non viene di fatto spiegata? si dà per assodato? Posso anche dire che non lo sto difendendo, ma non è che una decisione può essere liquidata quasi senza motivazione e il suo passato non può fungere da giustificazione. Questo, secondo me, è il problema più importante, altrimenti si rischia davvero di fare giustizia sommaria… e per questo dico che ci sono due persi e due misure, oltre che nella sostanza su cui si può discutere, soprattutto nella procedura perché poi inevitabilmente si scatenano le polemiche…

  • 03/05/2018 at 11:08
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    Ma poi cosa pensa che si intende dire con cambi di traiettoria? A 300 orari e in rettilineo basta un piccolo movimento delvolante per fare dei cambi evidenti. Infatto in un attimo Verstappen va dal centro fino a chiudere la traiettoria. La regola è chiara e dice che non bisogna fare più di un cambio di traiettoria. Verstappen ne fa 3 fate un pò voi. Già i soprapaasi sono difficili.. se uno procede facendo lo slalom come si può riuscire a superare?

    • 03/05/2018 at 23:23
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      ho già risposto dicendo che anche i commissari li hanno ritenuti ininfluenti… e io sono d’accordo con questa decisione

    • 04/05/2018 at 11:46
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      I commissari ascoltano anche i piloti. in questo caso i piloti erano compagni di squadra. A Ricciardo gli hanno detto di dire di essere arrivato lungo e di non suffermarsi sui cambi di traiettoria per cercare di evitare sanzioni per il prossimo GP. Tutto qui. Poi a prescindere quando iniziano a fare interpretazioni delle regole significa che i commissari stanno sbaglaindo.. Più di un cambio di traiettoria è contro i regolamenti e nel regolamento non sta scritto da nessuna parte che i giudici devono decidere se il cambio è ininfluente oppure no. Altrimenti non li scrivono neanche i regolamenti se poi le interpretazioni sono così libere.

      • 05/05/2018 at 00:18
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        “quando iniziano a fare interpretazioni delle regole significa che i commissari stanno sbagliando”… allora vieni dalla mia parte, ahahah! Beh, sai, facendo di mestiere l’avvocato ti dico che se tutte le regole e le leggi di questo mondo si applicassero alla lettera nessuna di esse andrebbe bene… è ovvio che un adattamento ai casi concreti è necessario, quindi non è vero che i giudici non possono decidere, in questo caso, se i cambi di traiettoria siano influenti o no… così come i tecnici interpretano il regolamento tecnico e il delegato tecnico della FIA (che è sempre Charlie Whiting) verifica se l’interpretazione è corretta o no, così i commissari peer decidere se applicare una sanzione o no devono interpretare (necessariamente) il regolamento, solo che come hai detto tu l’interpretazione non è uniforme anche perché i commissari cambiano a ogni gara e ognuno ha sensibilità ed esperienze diverse (Pirro non giudica allo stesso modo di Mansell…) ed è normale che ci sia diversità di vedute, anche se spesso può non essere condivisibile

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