La Ferrari dei sospetti… altrui

Una volta si arrivava a Barcellona, prima tappa europea del campionato mondiale, e i team portavano tanti di quegli aggiornamenti aerodinamici da trasformare le loro vetture in versioni B o, comunque, tali da rivoluzionare e migliorare sostanzialmente l’aerodinamica.

Quest’anno invece, i team sembrano aver lavorato meno aerodinamicamente, a parte la McLaren con il suo musetto molto elaborato ma poco funzionale e la Ferrari con i suoi specchietti della discordia, tutti gli altri hanno lavorato probabilmente molti di più sotto il cofano che sopra la carrozzeria.

Potenza, efficienza ma anche affidabilità, visto che da quest’anno si possono utilizzare solo 3 motori per l’intero campionato (21 gare) e proprio i propulsori, non a caso, sono, come non mai, al centro di ripetute polemiche e sospetti.

Su tutte è la Ferrari che si trova nel bel mezzo di un fuoco incrociato, a causa di alcuni dubbi e sospetti sollevati da Mercedes e Red Bull sue dirette concorrenti.

La Mercedes più volte ha chiesto chiarimenti e verifiche dopo le evidenti fumate che la SF71H innescava in accensione e a volte anche in gara. C’è anche chi ha ipotizzato la possibilità che i tecnici di Maranello abbiano trovato il modo di far giungere, attraverso sofisticati sistemi di “perdite” programmate, l’olio utilizzato per la lubrificazione del turbo in camera di combustione. Quest’olio, infatti, non sarebbe vincolato a nessun limite di consumo e quindi, non sottoposto a nessun tipo di controllo.

Sarà certamente una coincidenza ma va registrato che, dopo l’emanazione della Direttiva Tecnica della FIA e dopo le richieste di chiarimento dei team avversari, sulle Ferrari sono scomparse le sospette fumate e allo stesso tempo si sono presentati alcuni problemi di affidabilità e non da ultimo, almeno in gara, calate le prestazione. Che tutto questo sia collegato e che forse abbia dato origini alle problematiche tecniche sia prestazionali che affidabilistiche?

Altro sospetto sollevato dalla Mercedes (ma anche dalla Red Bull), riguarda la possibilità che la Ferrari possa aver trovato un complicatissimo sistema che riesca ad immagazzinare e gestire nelle batterie una quantità maggiore rispetto ai 4 MJ consentiti (differenza tra carica minima e massima nel pacco batteria nell’arco del singolo giro). Qualcuno parla di possibile protesta formale che alcuni team insieme potrebbero rivolgere alla Federazione già dal GP di Monaco, anche se nelle ultime ore i team avversari dopo aver ricevuto alcune rassicurazioni sembrano voler soprassedere sulla questione.

Forse, una volta tanto, l’aerodinamica è passata in secondo piano ed a rubare la scena ci abbiano pensato motori e le carte bollate.


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Antonio Granato

F1 Freelance Technical Analyst - AME-Aircraft Maintenance Engineer - Ideatore e Coordinatore di F1sport.it - Ideatore e radio-conduttore di #PitTalk - Blogger ilfattoquotidiano.it - collaboratore di Autosprint Twitter: @antoniogranato

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