Cina: Ferrari, occasione sprecata per Vettel e Raikkonen

Il Gran Premio della Cina ha regalato più di qualche dispiacere ai tifosi Ferrari, nonostante una prima fila tutta rossa, con Vettel e Raikkonen in vantaggio di quasi mezzo secondo sulle Mercedes al sabato. Il risultato finale, che ha visto Raikkonen terzo e Vettel ottavo, rappresenta una gara condizionata dalle strategie e dalla safety car in cui al team di Maranello è andato tutto storto.

La bandiera a scacchi non ha reso giustizia all’ordine delle forze in campo del weekend di Shanghai. Negli ultimi anni, soprattutto nell’era ibrida, a fermare la Ferrari era stata un pizzico di competitività, soprattutto in qualifica. Questa stagione 2018 invece, dopo dei test invernali che avevano evidenziato tutt’altro, è partita con una Rossa solida sia in qualifica che in gara, con due vittorie nei primi due gran premi e due pole consecutive tra il Bahrain e la Cina.

Con queste premesse e con Vettel e Raikkonen dalla prima fila, era lecito aspettarsi un risultato di livello e possibilmente una storica tripletta per indirizzare nel modo migliore il campionato. Purtroppo la corsa ha invece raccontato ben altro, a causa di episodi discutibili e di circostanze sfortunate. Fin dal via, dove Vettel ha stretto Raikkonen sul muro, costringendolo ad alzare il piede e ad essere sfilato dalla Mercedes di Bottas in curva 1, subendo nel primo giro anche il sorpasso di un arrembante Verstappen su gomma ultrasoft. A voler essere onesti, già sullo start ci sarebbe molto da dire: che bisogno c’era da parte di Vettel di stringere il proprio teammate in quel modo, portandolo sullo sporco? Probabilmente una strategia difensiva pianificata a dovere dai box avrebbe evitato tutto questo. A ben vedere, uno scatto del genere ricorda molto quello di Singapore che portò al catastrofico effetto domino che compromise la rincorsa mondiale dello scorso anno.

A compromettere ulteriormente la gara è stata la strategia del muretto Ferrari: si poteva utilizzare Raikkonen per andare all’attacco e tentare di arginare l’undercut di Bottas su Vettel, ma non è stato fatto. Così facendo, e con la complicità di un out lap pazzesco di Bottas e di un pit stop lento di Vettel, il finlandese della Mercedes ha preso il comando della gara. Il disastro strategico è sembrato ancor più ampio quando Raikkonen è stato tenuto ulteriormente in pista per cercare di agevolare – senza successo – il rientro di Sebastian Vettel su Valtteri Bottas, con Kimi che dopo la tardiva sosta si è trovato in sesta posizione e ben lontano dai primi cinque.

Con i tentativi di sorpasso di Vettel su Bottas inizialmente inefficaci, l’arrivo della safety car dopo il contatto delle due Toro Rosso poteva risultare in un episodio particolarmente positivo sia per Vettel che soprattutto per Raikkonen. Niente di più sbagliato: per l’occasione, le due Red Bull sono rientrate ai box per montare gomme soft, cosa che non è stata fatta con Raikkonen. Il patatrac è avvenuto al restart, quando uno scatenato Verstappen desideroso di vincere ha centrato Vettel in uno stupido ed improbabile tentativo di sorpasso. Con la macchina danneggiata, l’incolpevole tedesco si è dovuto accontentare di un ottavo posto, brutalmente sopravanzato anche dall’ex arcirivale Fernando Alonso nel corso dell’ultimo giro. Kimi Raikkonen, che aveva comunque le gomme più nuove rispetto alle due Mercedes, ha tentato la rimonta nel finale, laddove gli attacchi sul suo connazionale sono mancati di mordente per effettuare il sorpasso. E fa sorridere il fatto che la gara sia stata vinta proprio da Daniel Ricciardo, autore di due magnifici sorpassi sulle due Mercedes, e che l’australiano sia proprio uno dei principali candidati a prendere il posto di Raikkonen a fine anno.

Molte cose saranno dunque da rivedere a Maranello riguardo questo fine settimana cinese, che da un potenziale sogno si è trasformato in un incubo. Il lato positivo è senza dubbio la competitività della vettura, con la Ferrari che ha mostrato una velocità in qualifica mai vista nell’era ibrida ed un passo gara assolutamente notevole nel primo stint. Il lato negativo riguarda la gestione del gran premio: se la strategia era stata la chiave di vittoria nei primi due weekend dell’anno, in Cina non è sembrata altrettanto precisa ed attenta. Al netto delle sfortune legate al timing della safety car ed all’irruenza dell’olandese della Red Bull, resta il fatto che se Kimi fosse riuscito a rimanere secondo dopo il primo giro probabilmente avremmo visto tutt’altra gara a livello tattico. L’undercut di Bottas avrebbe infatti probabilmente colpito soltanto Raikkonen, con Vettel che avrebbe potuto amministrare la gara in maggior scioltezza. Non si dovrebbe giungere a veloci conclusioni dopo soltanto due gare, ma a Maranello vi è necessità di non sprecare un’occasione d’oro come quella che si sta concretizzando nell’inizio di questo campionato, di conseguenza potrebbe essere il caso di mettere ben in chiaro i ruoli tra i piloti fin da subito. L’avvio di stagione di Raikkonen si sta dimostrando oltre le aspettative in termini velocistico ed il ritiro in Bahrain non è certo stata colpa sua, ma data la differenza di punti in classifica probabilmente era il caso di definire chiaramente un patto di non belligeranza in grado di mettere l’eventuale doppietta in cassaforte.

Marco Santini

Appassionato di Motorsport a 360 gradi. Potete sentirmi in radio a Pit Talk, leggere le mie opinioni su F1Sport.it o incontrarmi al CIV dove mi occupo della comunicazione per Team Rosso e Nero.

  • SkyTom

    Caro Santini, condivido al 100%, tranne sul discorso di KIMI seconda guida e gregario.

    La verità è che oggi vettel ha esagerato a chiudere Kimi che ha dovuto per forza rallentare. Secondo me dovevano studiarla la partenza meglio ai box….si dovevano parlare prima.

    Seb ha corso come se il suo unico avversario fosse Kimi ma non è cosi. in questa stagione stiamo assistendo a qualcosa di nuovo, di un vero gioco di squadra e l’incognita gomme che la fa da padrona.

    Rendiamoci conto che oggi la strategia più veloce non era quella che hanno scelto i top team, però una serie di ragioni e di incastri è andata cosi.

    Ma se fossero uscite due rosse dalla prima curva, sarebbe finita in modo completamente diverso.

    Ora andiamo a Baku e possiamo soltanto augurarci una qualifica identità nelle prime due posizioni a quella che abbiamo visto in CINA.

    Speriamo bene.

    • Marco Santini

      Sono perfettamente d’accordo sul fatto che confinare al ruolo di seconda guida l’ultimo campione del mondo con la Ferrari, dopo sole due gare, possa far male come idea. Purtroppo però a fine campionato saranno i singoli punti a fare la differenza e l’errore (se così vogliamo chiamarlo) tattico di oggi potrebbe pesare. Probabilmente, se l’idea Ferrari come sembra è quella di puntare su Vettel, ci vorrebbe una seconda guida alla Bottas più che alla Ricciardo o alla Raikkonen.

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