Tifosi pronti per la sfida

Si avvicina il giorno della resa dei conti. Domenica 25 marzo i motori della Formula 1 incominceranno a ruggire sul serio, e, come dice un vecchio proverbio, “ chi avrà più buon filo farà più buona tela”.

L’attesa è forte ed in particolare i tifosi della Ferrari sono impazienti di vedere e capire se il 2018 sarà la volta buona per quel benedetto Titolo Mondiale da troppi anni mancante per la “rossa”.

Sappiamo di club ufficiali o spontanei che si stanno organizzando per vedere, godere o soffrire insieme il Gran Premio d’Australia. La massa dei tifosi Ferrari è enorme, in Italia ed all’estero.

Ci sono situazioni davvero eccezionali che vale la pena di conoscere: dalla spasmodica partecipazione dell’ambiente modenese e maranellese in particolare, alle più sperdute località della nostra Italia. Tutti sanno delle campane a festa che si suonano a Maranello in caso di vittoria, e dei caroselli che spesso accompagnano i successi in stile calcistico. Già in questi giorni di vigilia ho visto apparire bandiere con il cavallino esposte su terrazzi e finestre.

Ma vi voglio raccontare due casi che danno la misura di quanto la febbre del tifo Ferrari può cogliere le persone più incredibili. Due situazioni che ho conosciuto di persona.

Il primo caso riguarda un ingegnere messicano sposato in Italia e con un curriculum internazionale di rilievo. La sua passione per la Ferrari è talmente sfrenata che nei giorni che precedono la gara diventa intrattabile in famiglia. E quando inizia la il Gran Premio guai a chi fiata in casa o gli interrompe la visione. La sua casa è piena di gadget, manifesti, fotografie a soggetto unico: le rosse. Se si vince è gran festa, ma se si perde la colpa è sempre di qualche tecnico o manager o pilota, mai della Ferrari intesa come “entità suprema”.

Ma il più divertente è un siriano, laureato in farmacia, che vive in Italia da decenni e che ha una saletta dedicata esclusivamente alla visione del Gran Premio. Lì si installa, da solo, davanti al televisore prima dell’inizio, con il cappellino Ferrari in testa, la bandierona con il Cavallino fra le mani, seduto – si fa per dire – in poltrona pronto a seguire ogni attimo della gara appellandosi, in caso di difficoltà, ad uno dei tanti “santini” esposti nella saletta. Foto di Villeneuve, di Schumacher, dell’ingegner Ferrari ed una miriade di gadget e souvenir.

Ecco, queste sono le punte estreme forse di una passione enorme che da domenica accumunerà milioni di persone: una passione che merita un risultato.

I manager ed i tecnici della Ferrari, oltre che i piloti, hanno anche questa responsabilità nel loro lavoro: dare a milioni di tifosi l’attesa vittoria “rossa”.


Renato Ronco

giornalista, specializzato in motoring sportivo e commerciale dal 1963