Martini e la Formula 1, un brindisi mancato

L’annuncio da parte di Claire Williams che la Martini non rinnovera’ la sponsorizzazione dopo la stagione 2018 è stata una delle notizie della prima settimana dei test a Barcellona.

I motivi di tale decisione possono essere tanti, ma sicuramente il più importante è che in 4 anni la fabbrica italiana, ma non di proprieta nazionale, non è riuscita a raccogliere quanto sperava poichè la F1 si sta allontanando dalle masse per accedere a un pubblico molto selezionato e poco attratto dai prodotti Martini e Bacardi, la casa che dal 1993 ne detiene la proprietà.

La storia di questo marchio nel mondo della F1 risale al 1972, quando diventò il main sponsor della neonata scuderia italiana Tecno. Putroppo gli scarsi mezzi a disposizione della scuderia non portarono a tempi brevi risultati soddisfacenti, tanto che la Martini obbligò la proprieta’ ad adottare un telaio inglese per la stagione successiva. La decisione si rivelò errata, e un sentimento di irritazione serpeggiò tra team e sponsor, tanto che alla fine della stagione l’accordo di partnership non verrà rinnovato condannando la Tecno a sparire dal mondo delle corse.

Fallita l’esperienza della F1 la fabbrica torinese riversò risorse e interesse verso il mondiale marche, diventanto sponsor principale della Porche. La voglia di F1 non era del tutto sopita e Ecclestone, allora team manager Brabham, captò questo sentimento e li convinse di sponsorizare il proprio team con la promessa che sarebbero arrivati al vertice in F1.

Purtropo la Brabham disattese le aspettative, nonostante piloti di prima grandezza, su tutti Reutemann, e la Martini dovette giocoforza riversare il proprio interesse verso la motonautica.

Solo nel 1979 decise il rientro nella massima formula, sulla Lotus, allora scuderia di vertice ma, complice una macchina obsoleta come la 79 e un progetto sbagliato come la 80, impedirono alla fabbrica torinese di fregiarsi del

Sergej Sirotkin Williams

ambito titolo mondiale di F1.

Disillusi dalle difficolta di vincere in F1, la Martini iniziò un sodalizio con la Lancia che in undici anni portò il celebre marchio torinese a conquistare 7 titoli mondiali.

Nel 1993 il marchio viene assorbito dalla Bacardi e nel 2006, voglioso di tornare a vincere, decide di accordarsi con la Ferrari per apparire, seppur in forma minore, sul musetto delle formula uno di allora. Dal 2006 al 2008 la Ferrari dà alla Martini quelle soddisfazioni che insegue ormai dagli anni 70, ma, paradossalmente, nessuno sembra accorgersene, troppo piccola la scritta e troppo penalizzate le marche produttrici di prodotti alcolici. Soddisfatti ma non contenti la Martini si è ritirata da “vincitore fantasma”. Nel 2014, ammaliati dalla F1 ibrida, torna come main sponsor della Williams.
La scuderia di Groove non è più una grande, anzi ricorda molto la Lotus nella sua prabola discendente e il rapporto con la Martini non è decollato complice la scarsa attitudine della Williams a trattare con gli sponsor e la scarsa competitività  della macchina per piazzarsi in posizione di vertice.

Quest’anno, nonostante i risultati che ci saranno, si chiuderà questo rapporto che non ha mai soddisfatto ne tantomento convinto.


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