Marchionne avverte: "Proteggeremo il dna Ferrari in F1"
 

 


Marchionne avverte: “Proteggeremo il dna Ferrari in F1”

Mentre a Barcellona inizia il serrato confronto tra Mercedes e Ferrari da Ginevra il presidente Marchionne pronuncia parole di ferma opposizione  nei confronti Liberty Media. Prima di tutto dice,  proteggeremo il dna Ferrari nella F1 del futuro.

Salone dell’auto di Ginevra. Mentre a Barcellona i test entrano nella fase calda e il confronto tra Ferrari Mercedes incomincia a delineare le potenzialità  e le differenze prestazionali tra le macchine da Ginevra il presidente della Ferrari Sergio Marchionne attacca con decisione Liberty Media. Oggi per il Presidente Marchionne proteggere la filosofia che la Ferrari impiega nel scendere in pista e competere in  F1 è prioritario.

L’omologa tra le vetture è lo scenario peggiore per una scuderia che da sempre si distingue per innovazione tecnologica e ricerca. Tarpare le ali a questo spirito è la via che potrebbe portar via Ferrari e Mercedes dalla F1 del futuro.

Sebastian Vettel Ferrari

Se la F1 rappresenta la massima espressione tecnologica in campo di automobili, Marchionne vede da parte di liberty Media, mettere a rischio questa filosofia progettuale.

“A noi interessano gli aspetti tecnici e credo che di questo Liberty non capisca un tubo: loro devono occuparsi dello spettacolo, ma spetta a noi rispondere sui regolamenti e se ci viene tolta questa possibilità non saprei cosa andarci a fare in pista”

Ovvio che per Ferrari così come per Mercedes l’identità del marchio in pista è fondamentale. Mancasse questo spirito d’affrontare la competizione per entrambe le parti e per le medesime ragioni la F1 non avrebbe senso.

“Se la Ferrari non si distingue da Mercedes a me continuare in F1 non interessa. Correre in F1 costa un sacco di soldi, ce li teniamo a casa e facciamo altro”.

 

Parole pesanti nei confronti di Liberty media accusata di non “capire un tubo” e volte a proteggere il dna Ferrari in una F1 che tende  ad omologare tra loro i concorrenti.

Oggi le monoposto sono tutte molto simili, telai diversi ma incredibilmente simili, motori e cambi talvolta  condivisi tra le scuderie minori. Il rischio che i team vadano verso una omologa che porti la F1 ad essere  un “enorme monomarca”  ci sono. Il tutto va a scapito di ciò che la F1 dovrebbe essere, la massima espressione della tecnologia applicata all’auto da corsa.

Liberty Media punta allo spettacolo, qualcosa di buono l’ha anche fatto ma “americanizzare il format F1” rischia accompagnare la categoria verso un profondo baratro.

Ok l’orario di partenza dei GP spostato di un’ora a favore del pubblico americano, ok la spettacolarizzazione dell’evento. L’opinione sugli aspetti tecnici e sui regolamenti però deve rimanere in mano ai team. Altrimenti è vivo il rischio di partorire regolamenti che  sminuiscono per ragioni di natura commerciale e di spettacolarizzazione dell’evento il Dna della Formula 1. Dna che Liberty Media pare non aver ancora ben compreso.

Eccolo qui il succo del pensiero espresso da Marchionne. Come dargli torto.

 


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Alessandro Francese

Appassionato di sport, motori e Alfa Romeo ho sempre cercato di fare dei miei interessi un lavoro. Dalla tesi su Gianni Brera al mio impegno quotidiano in una concessionaria, almeno in parte, credo di esserci riuscito. Questo però è solo l'inizio! "Se una persona non ha più sogni, non ha più alcuna ragione di vivere." Cit. Ayrton Senna

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