Le “ombrelline” della discordia, via la donna immagine dalla F1

Non ci saranno più le ragazze ombrelline a fianco dei piloti sulla griglia di partenza. Stessa decisione anche in MotoGp.

di Marina Beccuti

Un tempo erano chiamate ragazze Marlboro, perché più che fare ombra ai piloti, con i loro tipici ombrelli sulla griglia di partenza, facevano pubblicità alla nota marca di sigarette. Poi divennero le “ombrelline” quando furono vietati i marchi delle sigarette in onore della lotta antifumo.

James Hunt fu il pilota più amato dalle ragazze Marlboro e si presume che il playboy inglese, nonché anche campione del mondo, avesse molta dimestichezza con loro, al punto da aver lasciato molti cuori infranti. Altra epoca, quando i piloti erano ancora considerati dei cavalieri volanti e c’era ancora del romanticismo negli sport automobilistici, prima dell’arrivo dei piloti estremamente professionali, tutto famiglia e box.

La decisione di lasciare, per così dire, a casa, le ombrelline, che facevano coreografia e allentavano anche un po’ la tensione della gara, da parte della Liberty Media, ha fatto scalpore. Perché gli americani amano produrre spettacolo prima di ogni evento sportivo, pensiamo solo alle ragazze pon pon che allietano molte gare importanti. Invece, per la F1, dalla prossima stagione, ormai alle porte, al posto delle belle ragazze ci saranno i giovani piloti delle categorie inferiori a tenere compagnia ai piloti sulla griglia.

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La nuova disposizione è stata presa male dai piloti e addetti ai lavori, tra i quali Sebastian Vettel e Niki Lauda, che hanno lamentato una scelta piuttosto stupida.

Commento diverso dalle donne che invece in F1 ci lavorano, come Susie Wolff, ex pilota, e Claire Williams, vice team-principal dell’omonimo team.

Entrambe hanno elogiato la scelta, sottolineando che è stata la decisione giusta, perché era ora non considerare più le donne come un semplice oggetto da mostrare, ma pensare che per le donne è arrivato il momento per ambire a posizioni professionali importanti.

Chi ha ragione? Una bella donna in F1 è sempre apprezzabile ma è anche giusto che, se è in gamba, possa essere presa in considerazione per lavori di alto livello, perché no, anche partecipare alla costruzione di una monoposto. Senza togliere nulla al suo fascino e alla sua bellezza.

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