Il lato oscuro di Ecclestone

Le ultime trovate della Liberty Media, la società ora proprietaria della Formula 1, hanno suscitato molte perplessità nella grande massa degli appassionati ed anche di molti addetti ai lavori. Al punto di far rimpiangere il tanto criticato Bernie Ecclestone che per molti anni ha gestito la F 1.

Certo, ha fatto molti errori anche lui: ricordate i vari tentativi di sistema di qualifiche?

Ma a me sembra giusto dire che tutto sommato il vecchio Bernie ha portato la Formula 1 ad un livello di celebrità e di conoscenza diffusa nel mondo che difficilmente sarà ripetibile. Infatti ha saputo attrarre sponsor di altissimo livello e creare un contesto che andava bene a tutto il Circus.

Ma si, era un Circo, come spesso lo si definiva, ma lui ne era il regista supremo.

Ricordo che una volta chiesi a Jody Scheckter chi era secondo lui il re della Formula 1, e lui mi rispose: “Bernie è il padrone, ma Ferrari è il Re!”

Il suo grande pregio era quello di avere tutto sempre sotto controllo: non c’era trattativa commerciale, non c’era nessun particolare dell’evento che non fosse da lui deciso, seguito ed eseguito attraverso i suoi collaboratori. Dalla preparazione alla realizzazione. E sapeva prevedere con anticipo le mosse più utili per se e per i team. Che tutto sommato hanno beneficiato, durante la sua epoca, di enormi vantaggi economici. Tanto è vero che oggi sono tutti in allarme per come la Libetry Media gestirà gli aspetti finanziari dopo il 2020.

Nell’ultimo Pit Talk il collega Donnini ha ricordato l’avventura del team Forti in Formula 1. Ebbene, io so per certo che quando il coraggioso team manager si trovò in difficoltà per poter proseguire l’attività nel corso della stagione, Ecclestone intervenne con molta generosità per aiutare le squadra, e sganciò una cospicua cifra senza chiedere nessuna contropartita.

Certo, spesso era avaro di pass, ma all’occorrenza sapeva risolvere ogni problema in pochi istanti.

Vi posso raccontare un episodio che ho personalmente constatato.

1987: Gran premio di Germania ad Hockeneim. Ho portato con me in quella occasione mio figlio quattordicenne. Arrivo il venerdì mattina in pista e per poter far entrare mio figlio nel paddock mi propongo di andare a chiedere un pass per lui all’addetto Wittmarsh. Per passare i severissimi cancelli gli metto al collo il pass, provvisorio e in cartone che dovevo ritirare ad ogni Gran Premio, dell’Ing. Forghieri che dovrà commentare con me la gara in TV e ci avviamo nel paddock verso l’ufficio addetto. E casualmente incrociamo il Wittmarsh di cui sopra che mi affronta come una furia e strappa il pass dal collo di mio figlio senza assolutamente sentir ragione. A quel punto ci rifugiamo nel van della Marelli dove troviamo anche Renè Arnoux che, sentendo il racconto dell’episodio, mette al collo di mio figlio il proprio pass. Ma io ho un altro problema: non ho più il pass di Mauro Forghieri che arriverà il giorno dopo e di andare a chiederne uno nuovo al personaggio di cui sopra non se ne parla proprio. Lì nel van Marelli c’è anche Jean Sage, grande ex direttore sportivo della Renault che messo al corrente della situazione parte come un razzo e va direttamente da Ecclestone affrontandolo con questa frase: “ Ma ti sembra possibile che un personaggio come Forghieri abbia bisogno di un pass provvisorio per entrare in pista con quello che ha rappresentato per la Formula 1?” E Bernie gli risponde: “ Hai ragione”. Ed il giorno stesso mi fa consegnare da quello stesso Wittmarsh il pass permanente per l’ing. Mauro Forghieri.

Un piccolo episodio, ma potrei citarne molti altri. Si, forse i nuovi padroni hanno ancora qualcosa da imparare dalla Formula1.


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Renato Ronco

giornalista, specializzato in motoring sportivo e commerciale dal 1963

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