Ferrari e Mercedes, tra marcamenti e sante alleanze

Ferrari e Mercedes, protagoniste dell’ultimo mondiale e sicure antagoniste, si sfidano ma dialogano in vista di possibili grandi manovre.

di Giulio Scaccia

La presentazione delle vetture è sempre più vicina e il 22 febbraio sia Ferrari che Mercedes toglieranno i veli alle vetture per il mondiale 2018. E seguendo a ruota la Stella a tre punte in questo marcamento, l’8 febbraio la Rossa ha svolto, senza nessun inconveniente, il “fire up“, momento simbolico ma delicato, in cui per la prima volta è stata accesa la Power Unit montata sulla monoposto che ancora non ha un nome, se non quello del progetto: 669. Sappiamo anche che quasi sicuramente la PU sarà siglata 063.

In attesa delle presentazioni e delle prove a Barcellona, Ferrari e Mercedes continuano con questo marcamento a distanza, se casuale o no, non è dato sapere. Intanto le squadre affinano le armi in fabbrica e al simulatore.   

Tra ipotesi dei 1000 cavalli e modifiche al passo, l’attesa aumenta in vista della discesa in pista. Quello che incuriosisce è la vicinanza politica tra le due scuderie. Sergio Marchionne non ha mai nascosto la sua avversione, motivata e condivisibile, verso le scelte di Liberty Media, tese, a quanto sembra, a una standardizzazione delle monoposto. Le nuove regole che si stanno scrivendo per il 2021 non piacciono alla Ferrari ma nemmeno alla Mercedes. I giorni scorsi infatti, Toto Wolff, secondo quanto riportato dalla Gazzetta delle Sport, ha detto:

Sviluppare un nuovo motore che non rispetti gli aspetti high tech dell’elettrificazione, dell’efficienza e della potenza, ovvero un motore arcaico, non è ciò che vogliamo. Marchionne deve essere preso sul serio. Sono tranquillo perché la Ferrari è la Formula 1 e la Formula 1 è la Ferrari. Ma se fossi in Liberty Media non continuerei a provocare Marchionne con suggerimenti, richieste inaccettabili o modifiche insensate, ovvero introdurre regole o elementi nel gioco per trasformare la Formula 1 in un canale commerciale a basso costo. La Formula 1 deve mantenere la sua conformazione base, per quello che era e per quello che è: dobbiamo migliorare ed affrontare il nuovo ambiente mediatico, ma abbiamo bisogno di un’evoluzione non di una rivoluzione ingenua.
Posizione netta che è  allineata con quella di Sergio Marchionne e con quella che è da sempre la filosofia della massima Formula. Un banco di prova importante per misurare l’eccellenza e la capacità di sperimentare ed innovare.
Intanto Liberty Media continua, tramite Carey e Brawn, a minimizzare le posizioni di Marchionne e a quanto sembra andare per una strada non gradita a certi team ed ai tifosi.
Sul tavolo interessi importanti e forse la possibilità futura di una spaccatura, con Ferrari, Mercedes e quasi sicuramente Renault forse ad optare per altre vie. Cosa che non ci auguriamo.

Giulio Scaccia

Giornalista ed appassionato, seguo la Formula 1 dal 1978. Da Gilles Villeneuve a Michael Schumacher, sempre la Ferrari nel cuore. @GiulioScaccia - giulio.scaccia@f1sport.it

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