Dalle Olimpiadi invernali di Pyeong Chang alla F1: quando la vittoria è al fotofinish

Arianna Fontana ha sciolto il suo gomitolo e ha avvolto la sua vittoria nel filo di lana del traguardo. Nomen omen, entra nel mito tingendosi d’oro, facendo brillare l’istante, cogliendo l’attimo che vale una vita. In onore di questa medaglia, scivoliamo dal ghiaccio all’asfalto, dalle Olimpiadi ai circuiti, provando a ricordare alcune leggendarie vittorie al fotofinish.

Pyeong Chang. 13 febbraio. Arianna Fontana vince al fotofinish la gara dei 500 metri di Short track, precedendo la coreana Choi di 27 millesimi. Taglia il traguardo per prima grazie a 22 centimetri di vantaggio. Lo stesso giorno Federico Pellegrino conquista una medaglia d’argento nella gara sprint di Sci di fondo. Anche in questo caso l’affermazione avviene per un’inezia, 2 centesimi appena. Spostandoci dalle Olimpiadi invernali al mondo della Formula 1 possiamo citare alcune indimenticabili vittorie in cui i piloti hanno saputo cogliere l’attimo fuggente.

L’arrivo più rocambolesco e appassionante è certamente rappresentato dalla volata a cinque nel Gran Premio di Monza del 1971. All’epoca la pista era diversa da come la conosciamo oggi. Non esistevano le chicane e il circuito era formato da quattro lunghi rettilinei. I piloti, per aumentare la velocità, erano obbligati a sfruttare la scia di un’altra vettura. Questo dava vita a gare emozionanti, nelle quali le monoposto si avvicendavano e si alternavano in un crescendo di spettacolo. In quella memorabile edizione ben cinque piloti giunsero al traguardo quasi contemporaneamente. A prevalere fu Peter Gethin su BRM, che vinse al fotofinish precedendo di un solo centesimo Ronnie Peterson alla guida della March. Terzo François Cevert su Tyrrel ad appena 9 centesimi da Gethin. A seguire Mike Hailwood a 18 centesimi e Howden Ganley a 61. 

Una situazione simile si verificò dieci anni dopo a Jarama, Gran Premio di Spagna 1981. La vittoria andò a Gilles Villeneuve, che precedette Lafitte e la sua Ligier per appena 22 centesimi. Il podio venne completato da Watson, su McLaren, terzo e attardato di 58 centesimi. A un secondo seguì la Williams di Reutemann. De Angelis chiuse il quintetto con un distacco di 1 secondo e 24 centesimi. Volate storiche capaci di entrare nella leggenda. Gesta di uomini che cavalcando la velocità sono riusciti a fermare il tempo.

Meno epiche, ma ugualmente spettacolari, le vittorie di Scheckter e di De Angelis. Il 27 maggio 1979, a Montecarlo, il sudafricano fece transitare la sua Ferrari prima al traguardo battendo la Williams di Clay Regazzoni per 44 centesimi. Il 15 agosto 1982, a Zeltweg, invece fu la volta di De Angelis, su Lotus, che si impose ai danni di Keke Rosberg per mezzo secondo di vantaggio.

Più iconica la vittoria al fotofinish di Jerez de la Frontera, 14 aprile 1986. Ayrton Senna, su Lotus, partì dalla pole, mantenendo agevolmente la testa della gara. Dietro di lui battagliavano le due McLaren di Prost e Rosberg e le due Williams di Piquet e Mansell. Al 32° giro Mansell, autore di un’indiavolata rimonta, conquistò la seconda posizione superando il compagno di squadra. Dopo 7 giri il Leone inglese riuscì a sorpassare anche Senna, portandosi al comando. Problemi di gomme costrinsero il pilota britannico ad un’ulteriore sosta ai box. Attestatosi in terza posizione, ad 8 secondi dal leader Senna, ma forte di pneumatici nuovi, Mansell si lanciò in un ulteriore inseguimento. Ebbe la meglio su Prost e si portò vicinissimo al brasiliano. Il duello proseguì, esplosivo e feroce, per tutto il corso dell’ultimo giro, con un estremo tentativo di sorpasso nella curva finale. Ma il successo fu appannaggio di Senna, che riuscì a conquistare il traguardo per un nulla: 14 millesimi.

In anni più recenti si è scomodato il fotofinish per valutare l’arrivo in parata delle due Ferrari ad Indianapolis nel 2002 . Michael Schumacher, al comando per tutta la gara, in prossimità del traguardo, fece avvicinare Rubens Barrichello. Le due auto transitarono praticamente appaiate sotto la bandiera a scacchi, con il brasiliano a prevalere per 11 millesimi e 7 centimetri di vantaggio.

Nel 2016 è Nico Rosberg a regalarci un’emozione e a regalarsi il primo posto in classifica piloti, dopo la vittoria a Singapore. Il tedesco ha battuto Ricciardo con un distacco di mezzo secondo ed è riuscito ad ottenere punti preziosi in ottica iridata. Otto punti di vantaggio su Hamilton per volare verso il titolo e verso il sogno.

Un secondo denso. Un attimo intenso. Millesimi e centesimi che si rincorrono impazziti fino a cristallizzarsi in una briciola di tempo. Un caleidoscopio di nomi, di situazioni, di emozioni, che portano al traguardo sperato, agognato. Pyeong Chang come Monza, come Jarama, come Jerez. Olimpiadi o gran premi. Uniti nell’adrenalina del fotofinish, che, come un filo rosso, ci porta da Arianna ad Ayrton, da Federico a Gilles. Legandoci al meraviglioso universo dello sport.


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Veronica Vesco

Milanese, una laurea in lettere, tanti sogni nel cassetto. Amo scrivere e sono appassionata di Formula 1. Tenuta a battesimo dalle gesta di Gilles, seguo i gran premi fin da quando ero bambina. Ferrarista per tradizione più che per vocazione, subisco il fascino del pilota e delle sue imprese piuttosto che identificarmi in una squadra.

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