Nessuno è perfetto, neanche Schumacher…

L’analisi che è possibile leggere in un altro commento di questo sito relativo al giudizio sui tre piloti di punta della F.1 attuale, a mio giudizio non è corretto quando si parla di Michael Schumacher.

Si, proprio di lui: Sua Maestà Schumi!

Infatti quando si parla di una sua maggior freddezza nei momenti chiave delle corse, intanto si dimenticano due episodi: quello del 1997 con la Ferrari a Jerez quando, vistosi superare da Jaques Villeneuve, tentò di speronarlo per mantenere la leadership del Campionato. E mal glie ne incolse perché ebbe la peggio in pista e gli vennero poi annullati tutti i punti conquistati nel campionato.

La disperata manovra invece gli era riuscita in Australia quando con la Benetton, all’ultima gara del 1994, astutamente, dopo aver sbattuto riuscì a far sbattere pure la Williams di Damon Hill soffiandogli il titolo per un punto.

Se questi due episodi possono provare più la sua malizia che la capacità di gestire le proprie emozioni, c’è un episodio che ne rivela un momento di scarso controllo caratteriale.

Quando nel 1999, al GP d’Inghilterra sulla pista di Silverstone, Schumacher andò a sbattere con la Ferrari alla quarta curva procurandosi una frattura alle gambe, in realtà ebbe l’incidente mentre era andato in panico. Infatti Eddie Irvine era scattato meglio di lui e nonostante cercasse di superarlo non ci riusciva, per cui via radio lanciava ripetuti appelli al box perché venisse comunicato al compagno di squadra di farlo passare. Il che gli impedì di ascoltare la comunicazione che gli annunciava l’interruzione già dichiarata della gara per un incidente al via. Questo avrebbe comportato una nuova partenza.

E lui pagò cara questa frenesia via radio perché cercò un inutile sorpasso impossibile ad Irvine, tanto gli bruciava essergli dietro. E rimase a lungo inattivo.

Un altro momento di scarsa lucidità di Schumi è certamente quello in cui durante le qualifiche del Gran Premio di Monaco, mentre con la Ferrari aveva il miglior tempo, intraversandosi all’uscita della Rascasse lasciò che il muso della vettura andasse ad appoggiarsi al guard-rail provocando la bandiera gialla che bloccò il giro ( l’ultimo possibile prima della bandiera a scacchi ) di Fernando Alonso che stava per togliergli la pole. Alonso dovette rallentare e Schumacher venne penalizzato e retrocesso. In questo caso si può disquisire se fu malizia o eccessiva impulsività.

Quel che resta di certo è che “ nessuno è perfetto”: nemmeno Schumacher.

Renato Ronco

giornalista, specializzato in motoring sportivo e commerciale dal 1963

  • Tambara Giorgio

    “Mentre con la Mercedes aveva il miglior tempo” è errato, correva per l’ultimo anno con la Ferrari

    • Antonio Granato

      grazie della segnalazione, correggiamo immediatamente

Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com