Forghieri e Ferrari, una sfida all’Alfa e a Lauda alle porte di Roma

Nel giorno del compleanno di Mauro Forghieri, vale la pena di ricordare quando la Ferrari nell’inverno del 1977 si recò a Vallelunga per la preparazione al campionato del mondo 1978.

La Formula 1 negli anni 70 si recava a Vallelunga per effetturare prove e così fu per la preparazione del mondiale del 1978. Tante erano le novità da testare, dal nuovo pilota, il canadese Villeneuve, ai pneumatici Michelin, fortemente voluti dal commendator Ferrari, indispettito dal comportamento della Good Year, che favorì palesemente le scuderie britanniche in taluni gran premi.
La scelta di Vallelunga era insolita, il lay out del circuito mal si sposava con le potenze espresse dalle F1, ma chi conosce bene l’ingegner Ferrari sa che la scelta di andare a Vallelunga era dettata dalla volontà di misurarsi a distanza con Lauda, che qualche giorno prima con la Brabham Alfa aveva portato al debutto la macchina anglo italiana con tempi eccezionali.
La scuderia emiliana sbarcò a Vallelunga, anche se in seno alla squadra tutti dicono Roma, con una T2 in configurazione 78.
Il tempo ottenuto da Lauda, 1 minuto 6 secondi e sette, era considerato quasi imbattibile, e questo indispettiva non poco Mauro Forghieri, il tempo staccato da Lauda a Vallelunga era dovuto anche a condizioni climatiche favorevoli e l’austriaco non tardò ad approfittarne.
L’arrivo della Ferrari a Roma, aveva risvegliato gli appassionati della capitale che, senza farselo ripetere, accorsero a Vallelunga in massa incuriositi dai collaudi che la Ferrari aveva deciso di svolgere sul tracciato.
Gli inizi non furono molto incoraggianti, la T2 non sembrava adattarsi alle coperture francesi, tanto che il pubblico cominciò a rumoreggiare con note di dissenso al passare delle macchine rosse, lente e goffe sul traguardo.
Forghieri, una furia, se la prendeva con i piloti: Reutemann andava troppo piano, mentre Villeneuve troppo veloce andava sempre fuori pista. Per finire con quelle gomme che sembravano di legno.
Per il pubblico era chiaro che la Ferrari senza Lauda sarebbe stata rossa di vergogna e una buona dose di malumore si percepiva.
La f1 degli anni 70/80 dava spettacolo anche durante i test, quando nei circuiti si potevano ammirare da vicino le macchine e i propri beniamini: infatti, anche in quei giorni dalla terrazza dei box si potevano scorgere momenti di vita nei box che le dirette televisive lasciavano solo immaginare.
Nel silenzio della delusione la voce di Forghieri, roca ma decisa, urlò “angolo” e i meccanici fecero delle operazioni febbrili di una precisione quasi farmaceutica. Subito dopo Lole, uscito in pista per l’installation lap, invece di rientrare ai box, decise di proseguire e al passare sul traguardo lo speaker entusiasta annuncia al pubblico, sempre più numeroso, che l’argentino ha girato con un tempo eccezionale: 1.5.6
La tensione abbandonò i box, accompagnata dalla delusione del pubblico. La gente iniziò ad incitare a gran voce le macchine rosse, che presentavo in pista il piccolo canadese.
Villeneuve effettuò un installation lap molto veloce, era la sua caratteristica, per passare nuovamente sul traguardo con lo speaker che annunciava il tempo del canadese: Gilles con 1.6.2 era stato piu’ veloce di Lauda ed aveva opzionato il cuore degli appassionati. “Er cosetto” così lo chiamavano sugli spalti era già stato più veloce di Lauda.
Perfino Tomaini, al rientro del canadese ai box, abbracciò Villeneuve mentre Forghieri, non senza soddisfazione, diede ordine di fare i bagagli: la missione era compiuta, la Ferrari aveva già fatto dimenticare Lauda.
Buon compleanno Mauro, io quel giorno c’ero e nonostante gli anni, ancora rimpiango i test che ci regalavano una Formula uno più umana.


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