sabato, Febbraio 4, 2023

Scompare Bette Hill, moglie di Graham e madre di Damon

Insomma, una donna che le ha viste e provate tutte, una sportiva che condivideva con il marito due passioni, quella per i motori e quella per il canottaggio, che è riuscita a trasmettere anche al figlio. “Tough“, una donna forte, tosta, la stessa parola che ha usato lei quando le venne chiesto cosa univa Graham e Damon nel momento in cui anche il suo amato figlio aveva raggiunto la Hall of Fame degli iridati in Formula 1. Una forza che, però, è stata ereditata non solo dal padre, ma anche dalla madre, che come detto è stata capace di rompere i rigidi schermi inglesi e “strapparlo” al rigore tipicamente “british” e se lo portava ai box con la sorella; memorabili le scene in cui il piccolo Damon veniva immortalato all’angolo del box con la madre che lo aiutava nella lettura o lo imboccava, oppure le scene in cui sempre il piccolo Damon indossa una tuta in miniatura uguale a quella del padre Graham e assiste a uno scambio di battute, molto probabilmente tecniche, tra i due genitori (altro che “mi hai lavato i pantaloni?”…) cercando di capirci qualcosa o magari disinteressandosene. Scene condite da un pizzico di sano humour che regnava in quegli anni. Narrano le cronache dell’epoca (riprese da Henry Morrogh) che Bette Hill, per esempio, fu la creatrice insieme a Elise Chapman del Dog House Club, quello in cui finivano i mariti traditori che si appartavano con delle belle signorine… un simpatico modo per prendersi in giro che manca ai giorni nostri…

E quello che Damon ha incorporato dentro di sé ha tentato di sfogarlo nella sua passione per le motociclette ispirata dal padre Graham, ma anche qui è stata mamma Bette a spingerlo a passare alle 4 ruote. “Io e Graham abbiamo sempre pensato che Damon era troppo intelligente per diventare un pilota di Formula 1“, dirà Bette in un’intervista all’alba della vittoria iridata del giovane Hill nel 1996, così Graham lo mise su una Honda da trial e da lì fu amore a prima vista. Il suo passato da motociclista è noto, Damon è un centauro di talento, ma la madre, intimorita, si mise di traverso e lo convinse a provare a calarsi in macchina. Per tutta risposta, Damon le disse che fu la miglior cosa che avesse mai provato e che avrebbe dovuto iniziare 5 anni prima.

Da qui al titolo del 1996, la strada di Damon è nota, soprattutto per aver affiancato campionissimi del calibro di Mansell, Prost e Senna (dopo aver conosciuto gente del calibro di Clark, Stewart, Moss), aver sfidato Schumacher e aver battuto Jacques Villeneuve. Una carriera iniziata tardi che gli aveva però fruttato una media incredibile di vittorie in rapporto alle gare sino al titolo del 1996 (21 su circa 60 gare, 1 su 3). E la madre lo ha seguito sempre, anche quando Frank Williams gli straccia il contratto e lo fa andare alla Arrows (in realtà gli fu offerto anche un sedile alla McLaren, come dirà lo stesso Hill nella sua autobiografia), anche nel ritorno al successo alla Jordan… e che onore essere insieme al figlio, diventato Presidente del British Racing Drivers Club (erano i proprietari di Silverstone, mica un’associazione a caso…) a premiare Lewis Hamilton nel 2008 con il premio dedicato a Graham! Perché, rivedere il figlio sulla BRM iridata del papà non lo è altrettanto? Forse una delle ultime apparizioni di Bette Hill, in stampelle ma senza perdere un briciolo della proverbiale grinta che la ha sempre caratterizzata. “Devi essere duro con te stesso e con gli altri se devi essere di successo come lo sono gli altri. Dev’essere nl tuo modo d’essere sin dall’inizio“. Questo diceva Bette Hill, una lezione di una moglie e madre di due Campioni del mondo da cui tutti abbiamo qualcosa da imparare.

Goodbye Bette.

Cristian Buttazzoni
Cristian Buttazzoni
"Life is about passions. Thank you for sharing mine". (M. Schumacher) Una frase, una scelta di vita. Tutto simboleggiato da un numero, il 27 (rosso, ma non solo)

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