Il marchio Alfa Romeo nella grande storia della Formula 1

Così al GP Belgio 1979 l’Alfa Romeo tornò in pista con la 179 affidata a Bruno Giacomelli. Malgrado le migliorie tecniche, in 5 presenze stagionali non racimolò nemmeno un punto e si consumò pure la rottura con la Brabham.

Il 1980 con la 179 Bruno Giacomelli iniziò in maniera incoraggiante con il 5° posto in Argentina. Durante la stagione il team e tutto l’ambiente venne funestato dalla morte di Patrick Depailler, a causa di un incidente sul circuito di Hockeneim. Poi Bruno in chiusura di stagione piazzò la Pole a Watkins Glen e rimase al comando per 31 giri poi fermato da un problema elettrico.

Nel 1981, il risultato migliore fu un terzo posto a  Las Vegas, sempre di Giacomelli.

Nel 1982 l’Alfa Romeo si tolse altre due soddisfazioni: Andrea De Cesaris realizzò la pole a Long Beach restando in testa 15 giri, mentre a Montecarlo chiuse terzo, pur senza riuscire a vedere la bandiera a scacchi.

Il 1983 con una serie di piazzamenti portò l’Alfa Romeo al 6° posto nella classifica Costruttori. Sempre nel 1983 i motori Alfa iniziarono a spingere anche le Osella. Nel 1984 la scuderia fu a tutti gli effetti affidata alla Euroracing, con i motori che furono forniti dalla Autodelta. Al GP Italia 1984 arrivò un ultimo podio come team con Riccardo Patrese mentre a Dallas l’Osella motorizzata Alfa giunse quinta con Piercarlo Ghinzani.

L’ultima stagione dell’Alfa Romeo nel campionato di Formula 1 come costruttore fu nel 1985.

A fine 1985 la scuderia chiuse i battenti ma i motori continuarono ad equipaggiare Ligier o Osella fino al 1987.

Oggi l’avventura, in salsa diversa, ricomincia. Ma è sempre Formula 1.


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Giulio Scaccia

Giornalista ed appassionato, seguo la Formula 1 dal 1978. Da Gilles Villeneuve a Michael Schumacher, sempre la Ferrari nel cuore.

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