Ferrari in linea con la preparazione ma con qualche grattacapo

Una Ferrari che parte in pole position, almeno in questo inverno, almeno per quanto riguarda la preparazione della vettura del prossimo 2018.

Effettuato il crash test del telaio del progetto numero 669 la Ferrari si appresta ad affrontare il 2018 con un buon passo anche se penzolano sulla testa dei tecnici in rosso un paio di tegole non troppo rassicuranti.

Cominciamo dai punti di forza: La 669 (per ora la chiameremo così) non ha problemi di peso, ereditando dalla SF70-H un peso contenuto che gli ha permesso di utilizzare una zavorra (per rientrare nei limiti) e per “centrare” il bilancio meccanico nel modo più proficuo e funzionale. Punto di forza in Ferrari e allo stesso tempo punto debole della Mercedes che, a causa del suo passo lungo, ha sempre lottato per rimanere nei limiti di peso regolamentari senza quindi godere dell’utilizzo della zavorra per ottimizzare il bilanciamento dei pesi.

Vantaggio che in Ferrari probabilmente, come abbiamo scritto anche sul n°50 di Autosprint, ha spinto ad esprimere, con una certa celerità, il parere favorevole all’impiego dell’Halo (ben più pesante) rispetto all’aero-shield nella speranza di mettere ancor di più in difficoltà le frecce d’argento nella gestione dei pesi della sua macchina extra-long.

Le noti dolenti arrivano però da motore e dalla sospensione anteriore. Al banco prova sembrabo esserci dei problemi di affidabilità che dallo scorso anno continua ad affliggere i motoristi. A quanto si apprende ancora non si è riusciti a completare, con una singola unità, un’intera prova di simulazione di 7 GP senza incappare in guai tecnici ed in particolare, ancora una volta, in problemi alla sovralimentazione.

La sospensione invece sta impegnando gli ingegneri di Maranello in un modifica dello schema sospensivo che, dopo la direttiva emessa dalla Federazione lo scorso 12 dicembre, obbliga i team a mantenere l’altezza dell’asse anteriore all’interno dei 5 mm di variazione altimetrica nei cambi di direzione. Modifica che, al contrario da quanto si possa pensare, non sarà un grosso problema risolvere ma che limiterà l’efficacia della vettura nei curvoni veloci e d’appoggio abbassando quindi di qualche punto i risultati ottenuti dai benchmark eseguiti.

Antonio Granato

F1 Freelance Technical Analyst - AME-Aircraft Maintenance Engineer - Ideatore e Coordinatore di F1sport.it - Ideatore e radio-conduttore di #PitTalk - Blogger ilfattoquotidiano.it - collaboratore di Autosprint Twitter: @antoniogranato

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