Alfa Romeo – Sauber Formula 1: cui prodest?

Ho atteso qualche giorno per commentare la notizia che ha fatto molto rumore: l’abbinamento Alfa Romeo – Sauber nel campionato di F.1 a partire dal 2018. Semplicemente perché la mia opinione era fuori dal coro dei consensi e degli entusiasmi che ho riscontrato sui mezzi d’informazione più vari. E volevo meditare e cercar di capire il perché di tante voci cha cantavano “alleluia”.

L’accenno di perplessità che ho letto però nell’intervento di Giulio Scaccia su F1sport mi ha fatto capire che criticare si può. Senza essere tacciati di lesa maestà o di disfattismo. E allora…

LA MEMORIA STORICA

Incominciamo col dire che una Formula 1 che sbandiera il nome Alfa Romeo ma che ha motore Ferrari e telaio/carrozzeria Sauber fa un po’ stridere i denti. Sia ai tifosi della Ferrari che a quelli dell’Alfa Romeo. Il richiamo alle glorie dell’Alfa Romeo legate ai trionfi dell’anteguerra o agli inizi della F.1 anni ’50 toccano il cuore di appassionati ormai fuori target: quei pochi ancora viventi probabilmente ne hanno un ricordo appena sfumato.

E’ pur vero che Mario Andretti affermava di sentirsi molto rappresentativo del blasone Alfa quando correva con la modesta squadra del biscione nel 1981, ma accadeva quasi 40 anni fa.

IL MARKETING

Ne emerge che l’accordo è una pura operazione di marketing. Ma il timore è che in realtà il maggior beneficiario sia il team svizzero, che vede aumentare le sue opportunità pubblicitarie. E che potrà fruire delle unità motrici di ultima generazione incrementando così le possibilità di una classifica migliore a fine anno e quindi con accesso a premi molto più sostanziosi. Questo è certo.

E il beneficio per l’Alfa Romeo? Questo è incerto. L’esposizione del marchio sulle Sauber quanto potrà influire sulle vendite dell’Alfa? Staremo a vedere se e come aumenteranno le richieste di Giulia e Stelvio. Anche se gli attuali livelli sono piuttosto bassi, quindi…

IL PILOTA

Una delle motivazioni è la possibilità di dare un volante ad un pilota della Ferrari Accademy. Se si trattasse dell’italiano Giovinazzi il coro potrebbe cantare l’inno alla gioia ma, a quanto pare, il designato è il monegasco Leclerc. Bravo, senza dubbio. Ma è possibile che tutti i vincitori della GP2 passino regolarmente in F.1 meno gli italiani (Valsecchi e Giovinazzi insegnano)?

LA POLITICA

Sappiamo che Sergio Marchionne sta facendo un “braccio di ferro “ con la nuova proprietà della F1, la Liberty Media, sia per la regolamentazione tecnica sulle unità motrici sia per la suddivisione dei benefici economici derivanti dalla storicità del marchio Ferrari. Ma mentre con la mano destra fa la voce grossa minacciando di lasciare addirittura la compagnia a partire dal 2021, con la mano sinistra sborsa un bel pacco di dollari per sostenere una squadra di retroguardia? Mah!

CONCLUSIONE

Ho sempre stimato Sergio Marchionne e le sue capacità, organizzative ed intuitive. Ma questa volta permettetemi qualche perplessità.

Renato Ronco

giornalista, specializzato in motoring sportivo e commerciale dal 1963